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Eventi

Giovane design polacco, Rattan Stool di Wiktoria Szawiel

pubblicato da Giulia Zappa in: Eventi Tendenze Young designer Arredamento

Rattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria Szawiel

Più vitale che mai, il design polacco di questi ultimi anni. Ne sono prova un festival in ascesa, quello di Lodz, la crescita di piccole design star locali, primo tra tutti l’ormai arcinoto Oskar Zieta, e la rilevanza crescente delle sue collettive, che ad esempio quest’anno vedremo negli spazi di Superstudio Più.

Una freschezza che ritroviamo anche in questo piccolo e fantasioso oggetto, il Rattan Stool di Wiktoria Szawiel. Come il nome stesso suggerisce, questo materiale (privilegiato per i suoi impieghi in outdoor) viene qui assemblato in maniera decisamente inedita, senza l’effetto telaio con cui siamo soliti vederlo. Il risultato, formalmente innovativo, è anche un po’ bizzarro: non sembra anche a voi che la ragazza sia seduta su delle fruste da cucina? La designer giura che sia anche molto confortevole, e riassicura anche sul fattore peso: solo 1 kg per l’intero sgabello.

Via | Contemporist

Rattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria Szawiel
Rattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria SzawielRattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria SzawielRattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria SzawielRattan Stool, lo sgabello della designer polacca Wiktoria Szawiel

The Fabergé Big Egg Hunt, una caccia al tesoro a Londra

pubblicato da Cut-tv*e in: Eventi Installazioni Advertising

The Fabergé Big Egg Hunt

Più di 200 uova decorate da artisti e designer, stilisti e architetti, da Zaha Hadid a Peter Blake, da Rob Ryan a Mulberry, sono state nascoste in giro per le vie del centro di Londra: è la più grande (e ricca) caccia al tesoro dei nostri tempi.

Organizzata da Fabergé, The Big Egg Hunt è sì infatti una sontuosa operazione di marketing, ma in palio, per chi troverà le uova c’è un preziosissimo esemplare di uovo Fabergé, il Diamond Jubilee Egg. Il meccanismo di gioco prevede una parte interattiva: su ogni “tesoro” trovato c’è una parola, un codice segreto che va spedito via sms per poter partecipare all’assegnazione finale de premio.

Gli sms hanno un costo piuttosto alto poiché i proventi del gioco andranno in beneficenza a due associazioni che si occupano di tutela dei diritti dei minori, Action for Children e The Elephant Family. L’idea prende spunto dalla tradizionale caccia alle uova pasquali, un po’ in anticipo in questo caso. La caccia infatti è partita la scorsa settimana e finirà ufficialmente il 3 aprile.

Fino ad allora i giocatori avranno a disposizione delle mappe del tesoro con tracce e indicazioni. Chi volesse saltare la parte più divertente (o fosse troppo lontano per scendere sul terreno di caccia), può comunque partecipare facendo un’offerta per uno dei pezzi andranno all’asta alla fine del gioco.

The Fabergé Big Egg Hunt
The Fabergé Big Egg Hunt The Fabergé Big Egg Hunt The Fabergé Big Egg Hunt The Fabergé Big Egg Hunt

Brit Awards, stasera la consegna, con la statuetta disegnata da Peter Blake

pubblicato da Cut-tv*e in: Eventi Designer

brit awards

Si terrà questa sera a Londra la cerimonia di premiazione dei Brit Awards, i prestigiosi premi musicali inglesi. Dalla scorsa edizione gli organizzatori hanno cominciato a chiedere a personaggi famosi di ridisegnare la statuetta simbolo della manifestazione, il premio che verrà consegnato a ognuno degli artisti risultato vincitore nelle diverse categorie.

All’insegna della più sfrenata britishness lo scorso anno il trofeo era stato reinterpretato dalla stilista Vivienne Westwood, e, per un senso di continuità, quest’anno l’onore è toccato a Sir Peter Blake, tra i fondatori della Pop Art, diventato popolare per aver creato la famosa copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

In linea con il suo stile anche la statuetta quest’anno sarà un po’ swinging sixties, l’elmetto nero lucido, i colori della bandiera, simboli pop e l’Union Jack sulla base… chi la riceverà? Gli unici certi, per ora, sono i Blur, insigniti dell’Outstanding Contribution to Music, il premio alla carriera.

OBJECT Rotterdam, design indipendente, ai confini con l'arte

pubblicato da Cut-tv*e in: Mostre Eventi

OBJECT Rotterdam - Temporary Trees diMkgk e Raw Color

Si è appena conclusa la quarta edizione di OBJECT Rotterdam, la fiera del design indipendente nata da una costola del salone olandese Art Rotterdam: The international art fair of The Netherlands, allestita in un suggestivo edificio di origine industriale nel vecchio quartiere navale da cui un tempo partivano i transatlantici per l’America.

Il filo conduttore anche quest’anno è stato il design indipendente: in mostra, secondo la vocazione artistica dell’evento, oggetti a tiratura limitata o addirittura esemplari unici di ogni disciplina e declinazione del design, a firma di creativi emergenti, piccoli studi o star della scena “indie”.

Per la selezione la neo-direttrice Anne van der Zwaag ha nominato un comitato artistico, formato tra gli altri dai designer Marcel Wanders e Jurgen Bey, che ha immaginato per gli allestimenti abbinamenti inediti tra lavori che presentavano sensibilità affini.

I designer sono stati così costretti a ripensare gli spazi, a trovare connessioni, immaginare fili e traiettorie per rendere i propri allestimenti sorprendenti e catturare l’attenzione dei passanti. È così che sono nate per esempio le installazioni luminose Temporary Trees di Mkgk e Raw Color o le combinazioni tra i solidi elementi in legno di Jeroen Wand e i poetici complementi di Nienke Sybrandy.

OBJECT Rotterdam
OBJECT Rotterdam - Temporary Trees diMkgk e Raw Color OBJECT Rotterdam - Studio NSybrandy OBJECT Rotterdam - Jeroen Wand & Nienke Sybrandy OBJECT Rotterdam - Temporary Trees diMkgk e Raw Color

Pub Scrawl a Sheffield, dieci pub per dieci artisti

pubblicato da Cut-tv*e in: Eventi Installazioni Illustrazione

Tado at The Bowery

No, non è un refuso, Pub Scrawl è un intraducibile gioco di parole tra crawl (la nota pratica di girovagare di pub in pub finché le gambe reggono) e scrawl che vuol dire scarabocchiare, fare schizzi. L’idea dell’illustratore inglese Pete McKee è stata infatti proprio quella di coniugare il giro di bevute del venerdì sera (l’evento si è tenuto lo scorso 20 gennaio) con una serie di piccole esposizioni e installazioni pop-up.

Illustrazioni, graffiti, installazioni audiovisive e dj set: il più prorompente degli spettacoli è stato probabilmente, almeno a giudicare dalle immagini, quello del duo di illustratori Tado, che hanno letteralmente ricreato il loro mondo arcobaleno nella sala di un classico (ex) fumoso pub, tra sagome di cartone, stickers e proiezioni a loop, di cui qui sopra vedete un frame.

Tado at The Bowery
Tado at The Bowery Tado at The Bowery Tado at The Bowery Tado at The Bowery

Rai5: Design for life - Sognando Philippe Starck, il "nuovo" reality

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Eventi Designer Tendenze Video


Da lunedì scorso su Rai5 sono iniziate le sei puntate dedicate a un reality d’eccezione: Design for life - Sognando Philippe Starck. I protagonisti sono dodici designer -o meglio- aspiranti tali, che avranno l’opportunità di entrare nella nuova scuola di design a Parigi, e poter essere selezionati come miglior creativo che potrà lavorare per sei mesi gomito a gomito con Starck, emblema dell’architettura e del design.

In realtà Design for life è un format datato, essendo uscito già nel 2009 con la BBC. Ve ne parlammo in quell’occasione, ma oggi finalmente arriva anche in Italia una programma indubbiamente diverso dai soliti, anche se la formula del reality non cambia. La sfida è quella che ogni designer affronta tutti i giorni: trovare ottime idee, e saperle trasformare in veri prodotti. Si passerà dall’idea al modello, dai test dei prototipi ai lanci pubblicitari.

Nella prima puntata i dodici partecipanti sono andati in un supermercato, e hanno individuato esempi di buono o cattivo design, dovendone poi dare spiegazioni. A fine puntata, come ogni reality che si rispetti, due aspiranti vengono eliminati.

È finalmente giunto il momento in cui si togliessero di torno ballerini, cuochi, cantanti e isolani per dare spazio a una categoria poco conosciuta come i designer? Oppure è l’ennesimo tentativo della TV di spettacolarizzare e ridurre a gara un ambito che è già fin troppo colmo di competitività? Voi che ne pensate?

Montagne russe creative ai magazzini Selfridges

pubblicato da Cut-tv*e in: Visual Eventi Concept store

Words Words Words @ Selfridges

I grandi magazzini londinesi Selfridges dedicano quest’anno un’intera stagione al potere creativo delle parole, nella comunicazione e nella letteratura, con un’iniziativa intitolata Words Words Words, che trasformerà fino a marzo l’Ultralounge del piano terra in libreria e spazio espositivo.

Tra workshop sullo storytelling e laboratori di grafologia, le riunioni del Penguin Book Club o corsi di grammatica latina e di calligrafia, sarà il magazine It’s Nice That a firmare l’art direction dello spazio a partire dall’allestimento scenografico delle vetrine con una serie di quattro “extravaganzas” tridimensionali.

L’attrazione principale sarà certamente una montagna russa delle parole, The Word-A-Coaster, realizzata in collaborazione con gli interactive designer Stewdio, in grado di predire il futuro attraverso palline di plastica che contengono responsi giocosi. Per le altre vetrine invece It’s Nice That ha chiesto a tre designer e artisti, Ben Long, Chrissie Macdonald e Giles Miller, di allestire visivamente la parola Words.

Mentre Ben Long ha scelto di costruirla con dei tubi da ponteggio, Chrissie Macdonald ha scelto degli oggetti supersize, tra cui una matita, una macchina da scrivere, una bocca e un orecchio, e Giles Miller infine, ha scolpito e cesellato le lettere nel cartone.

Words Words Words @ Selfridges
Words Words Words @ Selfridges Words Words Words @ Selfridges Words Words Words @ Selfridges Words Words Words @ Selfridges

Bologna brucia il raschiatore di barile, e l'anno vecchio è alle spalle

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Eventi Curiosità Installazioni

Bologna: il raschiatore di barile

In ogni cultura che si rispetti c’è sempre almeno un rito di esorcizzazione, in cui il potere o il male viene deriso, ridicolizzato e messo alla berlina, per scacciare paure e timori. Innumerevoli sono gli esempi di carri, fantocci, cortei e feste in costume che vedono partecipe tutta la popolazione.

Anche Bologna non è da meno, e tra le sue diverse manifestazioni ne ha una, in cui il capodanno viene celebrato in piazza maggiore con il rogo del vecchione, il classico fantoccio che rappresenta l’anno vecchio da bruciare, per simboleggiare le brutture dell’anno passato che si gettano alle spalle.

La costruzione del vecchione è dal 1993 affidata a degli artisti legati alla città, che per il trascorso 2011 hanno affidato l’immagine al raschiatore di barile, un palombaro per metà immerso giust’appunto in un barile, chiara immagine dell’attuale condizione italiana.

Via | Paper-resistance

Bologna: il raschiatore di barile
Bologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barileBologna: il raschiatore di barile

Alinox, la storia dell'aerazione visualizzata in fiera

pubblicato da Cut-tv*e in: Eventi Installazioni

Alinox Live Visualization from muschi&licheni | design network on Vimeo.

Durante la fiera milanese Host, lo scorso ottobre, l’agenzia Esagono Cremisi e il network multidisciplinare muschi&licheni, in collaborazione con Housatonic hanno realizzato una live graphic visualization per i sistemi d’aerazione per cucine professionali Alinox.

Il risultato, documentato da questo video, è un’installazione su due alte pareti nere, un disegno bianco e leggero, come gesso su una lavagna extra-size, dal titolo L’aria ha un suo disegno, che racconta la storia dell’areazione, del brand Alinox e dell’evoluzione della concezione delle cucine, con uno stile a metà tra l’infografica e i cartoon.

MOST by Tom Dixon, la novità del Salone del Mobile 2012 è un nuovo epicentro espositivo al Museo della Scienza

pubblicato da Giulia Zappa in: Eventi Designer Tendenze Salone del Mobile 2011

most by tom dixon

Grande design week milanese. Perché, appena ti sembra un po’ immobile, ha sempre la capacità di spiazzare le aspettative: rimescolando gli ordini costituiti e dimostrando che gli equilibri sono sempre precari, e i sistemi instabili. A vantaggio della novità, della dinamicità e della visibilità di tutti i progetti più vitali, quelli che propongono valore e cambiamento, curiosità ed interesse, e perché no stupore ed emozione.

Ed eccoci allora alla prima preview del Salone del Mobile 2012. A proporcela è ancora una volta Tom Dixon, come al solito il “primo della classe” nell’annunciare iniziative e programmi incipienti. Abbandonata ufficialmente Zona Tortona, che l’anno scorso l’aveva visto protagonista delle Officine Stendhal, Dixon animerà una nuova, imprevista location, che si candida a diventare un nuovo epicentro del design di qualità e del dibattito sulla cultura del progetto durante la settimana del design: il Museo della Scienza di Milano.

Accanto a Dixon, un vasto spazio espositivo che ospiterà brand noti e giovani designer, selezionati anche attraverso candidature spontanee. Infine, uno spazio di confronto per la design community grazie alla partnership con due trendsettler e curatrici di prim’ordine, Ambra Medda (vi era un po’ mancata, dopo l’abbandono di Design Miami?) e Martina Mondadori, che animeranno “TAR Conversations”, dibattito tra i giornalisti di settore delle principali testate di riferimento.

Allora, il programma vi incuriosisce? A noi decisamente, perché sembra avere tutte le carte per sbaragliare le consuetudini -anche le più recenti- relative al Salone. In particolare rispetto all’appeal di Ventura Lambrate, fino ad ora assolutamente incontrastato. Ci sarà un altro concorrente sul podio della “coolness”? Non ci resta che aspettare. Nel frattempo, avanti con le scommesse!