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Mostre

Rivisitare un arazzo: Kiki Van Eijk in mostra da Plusdesign Gallery

pubblicato da Giulia Zappa in: Mostre Designer Edizione limitata

Da Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van Eijk

La designer olandese Kiki Van Eijk, da sempre attiva con le sue creazioni fuori scala e fuori dalle aspettative, rivisita in maniera personalissima una tipologia di manufatto antico quanto fuori moda, l’arazzo. E lo fa con risultati spiazzanti: l’ispirazione formale arriva dalle residenze di campagna, qui rappresentate con tocco naif, quasi si trattasse del disegno di un bambino. Arricchita anche la destinazione d’uso, non relegata soltanto ai muri di casa, ma allargata anche per fungere da classica coperta da tenere sul letto o sul divano nelle stagioni fredde.

I lavori di Kiki saranno esposti presso la galleria Plusdesign, in zona Lambrate a Milano, dal 1 febbraio. Per l’occasione, saranno in mostra anche un divano realizzato in collaborazione con Joost van Bleiswijk per l’azienda americana Bernhardt Design, insieme ai lavori già realizzati per la galleria Secondome di Roma.

Da Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van Eijk

Da Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van EijkDa Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van EijkDa Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van EijkDa Plusdesign Gallery gli arazzi di Kiki Van Eijk

BoraBora, le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre

pubblicato da Cut-tv*e in: Mostre Illuminazione

Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre

Non riuscite ad arrendervi all’idea di avere davanti almeno altri due mesi di grigiore e buio? Avete paura di arrivare a marzo intristiti, con lo sguardo spento e il corpo debilitato? I designer parigini Quentin Vaulot e Goliath Dyèvre hanno pensato proprio a voi, nell’ideazione di queste ironiche mini lampade dai nomi suggestivi: Borabora, Maldives, Haiti e Bahamas.

Questi mini oggetti luminosi hanno la forma di una confezione di pillole, un medicinale a base di raggi solari a cura dei fantomatici Sunset Laboratories le cui dosi si misurano in lumen piuttosto che in milligrammi. Presentati nell’ambito della mostra itinerante Miniflux, curata dalla Galerie Roger Tator in occasione del Lyon Light Festival 2011, i blister luminescenti di Vaulot&Dyèvre, esposti per l’occasione nelle vetrine di una farmacia, non consumano più di un singolo flash fotografico.

Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre
Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre Le pillole luminose di Vaulot&Dyèvre

The Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoli

pubblicato da intweetion in: Mostre Installazioni Illustrazione

The Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoli

Immaginate uno dei peggiori incubi di qualsiasi genitore diventare realtà: i piccoli che, colori alla mano, inondano di disegni le pareti di casa. Ora immaginate che un’artista decida che è questo il tema della sua installazione. Il risultato è “The Obliteration Room“, l’opera di Yayoi Kusama che fa parte della sua mostra “Look Now, See Forever” alla Gallery of Modern Art di Brisbane, in Australia.

Una stanza interamente dipinta di bianco (c’è anche posto per un pianoforte), un gran numero di adesivi circolari di diverse dimensioni e colori, bambini lasciati in libertà. Il risultato è un’esplosione cromatica, creativa e potente: un bellissimo inno alla libertà di espressione.

The Obliteration Room è l’installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoli
The Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoliThe Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoliThe Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoliThe Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoliThe Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoliThe Obliteration Room è l'installazione ideata da Yayoi Kusama per i più piccoli

Design in Danimarca: la più grande collezione di sedie danesi al Museo Trapholt

pubblicato da Barbara in: Mostre Interior design


Lungo il mio viaggio in Danimarca, da Aros mi sposto verso Odense e a metà strada incontro il Trapholt, il museo di arte e design; è un edificio moderno inaugurato nel 1988, che sembra atterrato dal Salone del Mobile dritto nella verde campagna danese e che è lo stop ideale se vuoi fare il pieno di cultura durante una scampagnata o se senti l’urgenza di un souvenir danese molto stiloso. Siamo a Kolding, a un tiro di schioppo da Christiansfeld, il villaggio fondato da una confraternita boema nel 1770, dove per la cronaca, ho assaggiato l’ottimo panpepato locale e purtroppo ho pochissimo tempo per visitare le collezioni, che ahimè, passo in rassegna troppo velocemente e devo quindi sorvolare sui lavori di Arne Jacobsen, sulle ceramiche, lo sculpture park e i lavori degli artisti contemporanei del paese.

Al momento il piatto forte è la monografica dedicata all’architetto ungherese Marcel Breuer, con la grande retrospettiva sui suoi lavori: i progetti per gli edifici e un focus sull’impiego nell’arredamento del legno massicio, dell’acciaio tubolare e gli altri materiali innovativi dell’epoca come l’alluminio e il laminato. Al Trapholt però, ci trovate soprattutto la più grande collezione stabile di sedie di design danesi, dal funzionalismo degli anni ‘30 (Mogens Lassen e Poul Henningsen) all’età dell’oro degli anni ‘40 e ‘50 (Børge Mogensen, Hans J. Wegner,Finn Juhl e Mogens Koch), al periodo della IIa Guerra Mondiale dell’industrializzazione (Arne Jacobsen e Poul Kjærholm), alle nuove forme del vivere sociale che si sono sviluppate a partire dagli anni ‘60 (Verner Panton).

Allora già che ci siamo diciamo chi sono i nuovi designer danesi che dobbiamo tenere d’occhio. Tra i vari astri nascenti come Nanna Ditzel, Niels Gammelgaard, Niels Jørgen Haugesen, Bernt Pedersen e Torben Skov, tra tutte quelle divagazioni di schienali, gambe e braccioli, salta all’occhio indubbiamente il lavoro di Louise Campbell. Strafamosa in Danimarca, è l’autrice tra l’altro della Prinsesstol, la “love seat” realizzata per la famiglia reale (nella foto in alto). Arrivo alla fine del percorso espositivo chiedendomi come mai così tanti designer si affannano intorno ai giochi di forme ed quilibrio di una sedia. Mi svela l’arcano la guida del museo, che dice che il simbolo del design nazionale, proprio la sedia, è così gettonato dai progettisti perchè è l’oggetto che più si avvicina alla morfologia del corpo umano.

La mostra delle sedie di design al Trapholt MuseumLa mostra delle sedie di design al Trapholt MuseumLa mostra delle sedie di design al Trapholt MuseumLa mostra delle sedie di design al Trapholt Museum

Le foto delle sedie sono di Iben Bolling Kaufmann

Fabio Novembre firma gli allestimenti della mostra su Steve McCurry a Roma

pubblicato da Cut-tv*e in: Mostre Installazioni

Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma

È stata inaugurata a Roma lo scorso weekend, al MACRO di Testaccio, l’importante mostra sull’opera del pluripremiato fotografo Steve McCurry, come ci raccontano i colleghi di Clickblog e 06blog. Il punto di vista che su questo importante evento ci interessa in questa sede, è quello del designer Fabio Novembre che ha ridisegnato gli spazi espositivi.

Le fotografie, raccolte con criteri tematici, non cronologici o geografici, sono raccolte in strutture reticolari in plexiglass, rifugi nomadici, un po’ igloo un po’ teepee, che accolgono i visitatori e li avvolgono, trasportandoli nelle realtà visitate dal fotografo, ognuna differente, ma tutte legate tra loro.

I famosi ritratti incombono, posizionati, in maniera piuttosto inusuale, fino in alto sulle cupole, i colori del mondo catturati da McCurry sono gli unici a spiccare nel non colore delle strutture, per cui Novembre usa una metafora organica: ognuna isolata, ma tutte legate tra di loro, le singole unità riproducono il caos ordinato di un organismo vivente.

Riproducendo le case di un villaggio, Novembre fa sperimentare ai visitatori il senso di precarietà e al tempo stesso di solidarietà tipico delle comunità erratiche: McCurry è quindi il ricercatore curioso, e al tempo stesso il nomade che, riportando i suoi racconti, ci dona un compendio visivo delle diversità nel mondo. Le immagini sono tratte dal servizio realizzato da RondoneR per 06blog, che potete ammirare per intero nella sua gallery.

Foto | RondoneR

Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma

Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma Fabio Novembre disegna la mostra su Steve McCurry a Roma

Generation, il progetto di Frauke Theilking, fotografa della vita che prosegue di padre in figlio

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Mostre Photo archive Professione

Generation, di Frauke Theilking

Generation, di Frauke Theilking
La fotografa tedesca Frauke Theilking ha concluso il suo progetto dal titolo “Generation”, dove ha voluto indagare le differenze e le somiglianze esistenti tra madri e figlie, e tra padri e figli, con risultati apparentemente ovvi, e invece nient’affatto scontati.

Le foto sono ridotte al mero soggetto, non essendoci alcuno sfondo particolare, giusto un fondale grigio, e non avendo le suddette coppie alcun vestito che potrebbe distrarre e rendere melensa e artefatta una somiglianza che invece è prettamente biologica.

L’effetto che ne deriva è che ci si trova davanti a due soggetti, non che si somiglino, ma che siano la stessa persona, tanto sono profonde le similitudini dei tratti somatici. Sembra che si sia davanti ad uno di quei filmati in cui le persone si fanno migliaia di foto nella medesima posa, ogni giorno, per anni, e lentamente si vede come cambiano.

C’è una differenza sostanziale però, perché nel caso dei filmati il soggetto è lo stesso, e si vede che cresce, matura, invecchia. Nelle foto di Frauke invece i soggetti sono due, e uno è canuto e rugoso, mentre l’altro, così tanto simile a lui, è giovane. Allo spettatore a ben vedere parrà che il tempo vada al contrario, oppure, più semplicemente e verosimilmente, si percepisce il tempo andare nel verso giusto, verso una nuova vita.

Via | My modern met

Generation, di Frauke TheilkingGeneration, di Frauke TheilkingGeneration, di Frauke TheilkingGeneration, di Frauke Theilking

L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco

pubblicato da Cut-tv*e in: Mostre Illustrazione

L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco

Della rinascita dell’ ’Asian Art Museum di San Francisco abbiamo parlato poco tempo fa. Ora arrivano ulteriori novità sulle attività di un’istituzione che sta davvero rinascendo e dedica ai Maharaja e allo splendore delle corti indiane una mostra dal corredo visivo piuttosto interessante.

L’animatore e illustratore in forze alla Pixar Sanjay Patel è stato infatti incaricato di realizzare con il suo stile ipercolorato e pop una serie di poster e murales capaci di immergere il visitatore nell’opulenza visiva dei palazzi reali indiani. La mostra principale sarà inoltre affiancata da un’esibizione minore, dal titolo Deities, Demons, and Dudes with ‘Staches dedicata esclusivamente all’opera di Patel.

Via | Grainedit.com

L’India in chiave pop di Sanjay Patel all’Asian Art Museum di San Francisco
L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco L'India in chiave pop di Sanjay Patel all'Asian Art Museum di San Francisco

Un Gif player per riprodurre le gif animate fuori dallo schermo

pubblicato da Cut-tv*e in: Mostre Installazioni Graphic Design

Animated Gif Player

Una piccola mostra ad Antwerp celebra le gif animate, il grado zero dell’animazione digitale, un formato tanto comune sul web quanto guardato con diffidenza dal mondo del design, che non ama la bassa definizione e lo stile che generalmente lo accompagnano.

Eppure queste immagini in movimento ripetute a loop sono davvero le pronipoti di quegli affascinanti dispositivi, fenachistoscopi, prassinoscopi, zootropi, che nell’800 preannunciavano la nascita del cinema. Da questa considerazione è partito il designer olandese Pieterjan Grandry che proprio in occasione dell’esibizione ha progettato e realizzato il suo Gif Player.

Si tratta di un apparecchio di legno, con un foro, quasi un buco della serratura, da cui spiare l’animazione che gira all’interno, su una piastra simile a quella di un giradischi. Luci a LED, microchip, sensori magnetici e un dimmer per regolare la velocità dell’animazione, riproducono in maniera sofisticata i meccanismi che quasi due secoli fa posero le basi di quella magia che oggi chiamiamo animazione.

Animated Gif Player
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Macef 2011 - Il children design world

pubblicato da Barbara in: Mostre Designer

Macef 2011 - la mostra Children Design World

Nella tendenza di un mondo sempre più incline all’incontro con le esigenze dei bambini, non poteva non inserirsi anche il design; al Macef 2011 Designerblog è andato a vedere la mostra Children Design World, ovvero l’inventario di mobili su misura per l’infanzia, ma con assoluta attenzione per i criteri di bellezza delle forme.

Perchè va da sè che i piccoli amino gli oggetti belli, giocosi, colorati; oggetti per scatenare la fantasia e nutrire la creatività, oggetti prodotti da nomi famosi. Artek, Corvasce, Kartell, Lago, Poltrona Frau, Lettera G, Stokke, Vitra, Magis.

Funzionalità totale e miniaturizzata quindi, oltre alle riproduzioni dei capolavori/icona del design internazionale, come N65 di Alvar Aalto, la Junior Chair di Verner Panton, la barcelona di Mies van der Rohe e la Serie 7 di Arne Jacobsen.

Macef 2011 - la mostra Children Design WorldMacef 2011 - la mostra Children Design WorldMacef 2011 - la mostra Children Design WorldMacef 2011 - la mostra Children Design WorldMacef 2011 - la mostra Children Design WorldMacef 2011 - la mostra Children Design World

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Macef 2011 - Alberti's Box

pubblicato da Barbara in: Mostre Installazioni

Macef 2011 - Alberti's Box

Eccoci di nuovo al Macef 2011, che nella nuova sezione AbitaMi ospita diverse mostre tra cui Alberti’s Box, un progetto culturale multimediale di modelli di architettura del maestro rinascimentale (letterato, trattatista e architetto) Leon Battista Alberti, riletti da Joseph Rykwert attraverso sezionamenti e frammentazioni.

Sono progetti che vivono attraverso le proporzioni variabili dei modelli in legno (e anche virtuali) in mostra, alla ricerca di un nuovo Rinascimento; è il cubo albertiano che rinasce attraverso la multimedialità di questo “Box”, tutto da passeggiare, leggere, scrutare.

E proprio scrutare tra i dettagliatissimi modelli (il rilievo degli edifici albertiani è stato realizzato grazie alle nuove tecnologie scanner laser con l’ausilio del centro DIAPReM) è l’impulso immediato che ti coglie quando entri nella scatola espositiva: i visitatori sono tutti ordinatamente impegnati a scovare l’angolo ideale da fotografare, in una danza di clic fotografici tra i ritmi compositivi dei grandi capolavori dell’architettura.

Macef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's BoxMacef 2011 - Alberti's Box

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