
Il progetto Illy Art Collection è nato nel 1992: l’idea alla base è che l’arte possa entrare nella vita delle persone anche attraverso un piccolo oggetto d’uso quotidiano. Un concept che unisce estetica e design, creatività e elementi esclusivi. Dopo le oltre 70 serie di tazzine da collezione decorate dai maggiori artisti e giovani talenti a livello internazionale, è la volta di Tobias Rehberger.
Artista che utilizza i linguaggi del design e dell’architettura, Rehberger è per la seconda volta al lavoro su un oggetto Illy. Dopo la tazzina dello scorso anno, arrivano i due barattolini da 250 grammi. Disponibile da febbraio a giugno la versione “Everything”, mentre da luglio a dicembre potrà essere acquistata la versione “Nothing”. Il ‘gioco’ di entrambi è sul resto della frase illustrata: “Nothing happens for a reason” e, viceversa: “Everything happens for a reason”.
Due edizioni a tiratura limitata che saranno in vendita nei bar e nei negozi, in Italia e all’estero (fino ad esaurimento), al prezzo consigliato di 6 euro e 50.
Urban Logs Collection è una serie di pezzi d’arredamento, sgabelli, tavolini, lampade, ricavati da tronchi d’albero altrimenti destinati al macero o a diventare legna da caminetto, “urban” perché tagliati da zone urbane o suburbane, durante lavori di mantenimento.
La serie, realizzata dal designer israeliano di nascita e californiano d’adozione Ilan Dei, è limitata e ogni elemento è per natura differente dagli altri. Al colore della corteccia è stato associato l’arancione brillante dei tubi d’acciaio e dei rivestimenti per le imbottiture delle sedute, per un effetto a contrasto.
Via | Igreenspot.com
Cambio di sede, ma non di visione, per la design gallery romana Secondome, tra i pochi indirizzi della capitale veramente al passo coi tempi nella valorizzazione di produzioni di design di ultima generazione.
Un intuito confermato anche ieri sera all’inaugurazione della collezione “Cut&Paste” della designer olandese Kiki Van Eijk, all’attivo lavori per marchi all’ultimo grido (tra cui Skitsch e Moooi), ma non nuova ad incursioni verso territori prossimi ad un’espressività di tipo propriamente artistico.
Continua a leggere: Cut&Paste, gli oggetti-scultura di Kiki van Eijk da Secondome
Legomania. Dopo il Lego Watch, Jean Charles de Castelbajac si mette a giocare con il colore e la modularità per dare vita ad una nuova proposta per l’arredo bagno, Play d’Eau, firmata dal marchio francese Delpha.
L’effetto è, ancora una volta, un gioco di mattoncini (ma si potrebbe anche pensare a Mondrian o al cubo di Rubik), con cui non stonano lo specchio effetto camerino e il rubinetto preso in prestito dalla cucina. Il risultato non sarà certo da Compasso d’Oro, ma strappa un sorriso per il suo look ‘80. Ancora una volta, l’edizione è limitata.
Via | Muuz
Il bagno Play d’Eau di Castelbajac
Continua a leggere: Bagno effetto Lego: Play d'Eau di Castelbajac

Hella Jongerius ha reinterpretato per Camper il celebre modello Pelotas, dando vita ad una nuova versione che prende il nome di “Skin”. Lo sneaker, rigorosamente total white, sarà presentato oggi presso il flagship store di via Como a Milano.
25 i pezzi disponibili per ciascuna versione da uomo e da donna. Al che la domanda sorge spontanea. Ma cos’è questa fissazione del limited edition su qualsiasi tipo di prodotto? Il commercio sta diventando l’anima del design?
Via | Fashionmag
The Poster Cause Project è un sito da cui è possibile comprare artwork di illustratori e grafici che donano i propri lavori per una giusta causa. Ogni mese viene messo in vendita un numero di opere in edizione limitata, stampe ma anche vynil toys, scelte o addirittura realizzate appositamente dagli artisti.
Ogni volta viene scelta una causa, un’organizzazione, a cui viene devoluto il 50 o addirittura il 100% del ricavato. In questo momento naturalmente è in corso una donazione per il progetto Haiti Earthquake Relief di Medici Senza Frontiere. Gli splendidi poster dei tedeschi eBoy sono purtroppo sold-out, ma tra tante offerte sicuramente troverete quella che fa per voi e per una giusta causa oltretutto!

Se da un lato il marchio delle tre strisce guarda al futuro con la collaborazione con Porsche Design per la prossima estate 2010, dall’altro Adidas non ha mai smentito il suo talento nel reinterpretare il meglio del design e dell’immaginario del passato. Archiviato il capitolo “Star Wars”, parliamo ora della linea ZX, dichiaratamente ispirata al mondo dei videogiochi anni ‘80.
La sigla è presa in prestito da uno degli home computer più famosi di quel decennio: il Sinclair ZX (appunto) Spectrum. Lo stesso vale per i colori (nero e grigio: case e tasti) e per gli elementi colorati. Poche tinte, molto elettriche, come fossero emesse da un tv-color con il tubo catodico.
L’idea che fa la differenza è nella confezione delle “ZX 500 running shoes”. Una chiavetta USB in cui trovate “ZX Runner”: un platform game da completare in cinque minuti, in cui dovete fare in modo che il protagonista, DJ Zed, si precipiti per la città per arrivare in tempo per il suo DJ set. Dopo il salto, il video trailer del gioco.
Continua a leggere: Adidas ZX Collection: i videogiochi nelle scarpe
Il progetto 300++, curato dalla Galleria CONTAIN di Colonia, celebra i 300 anni di tradizione delle porcellane tedesche. Diversi celebri marchi, da Mitterteich a Villeroy & Boch, fino a Weimar Porzellan hanno messo a disposizione di 300++ delle serie limitate pronte per essere remixate.
I designer Dirk Kels e Ansgar Rolfes hanno quindi rimesso le mani sulle collezioni più classiche della porcellana tedesca. Il pezzo più curioso è forse Rose von Weimar, il classicissimo servizio di piatti di Weimar con decoro a fiori che, con un gioco di parole malizioso, viene riletto in chiave erotica da Kels. Qui invece trovate l’intera gallery.
Via | Designspotter.com
Erotismo in cucina: le ceramiche di Weimar remixate da Dirk Kels


Vi ricordate la Well Tempered Chair? Bene, a distanza di 24 anni, la sedia culto di Ron Arad rivive in una nuova versione che ne rivede il materiale ma non la celebre forma iconica.
Se la Well Tempered, infatti, era realizzata con fogli di acciaio fissati insieme da bulloni, la Well Trasparent ricalca la stessa modalità compositiva (ben temperata!) per restituircela in policarbonato trasparente.
Esposta in questi giorni alla Timothy Taylor Gallery, sarà visibile invece dalla prossima settimana presso la Barbican Art Gallery. L’edizione è, anche in questo caso, limitata, con 100 esemplari numerati e firmati e messi in vendita al prezzo di 5000 sterline.
Via | Luxury Launches

E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia…
E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.
Bruno Munari presentava così il suo “Abitacolo” nel lontano 1971. Realizzato con l’idea di disegnare un nuovo spazio per i ragazzi, prodotto da Robots, raggiunse l’intento di permettere ai più giovani di lasciare tutto in uno stato di ‘ordinato disordine’ per sentirsi protetti dai giochi, dai libri, dagli oggetti familiari durante il sonno.