
Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.
Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.
Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.
Continua a leggere: Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann
Dopo avervi recentemente accennato al modello Vélib, ecco un altro concept sul tema bike-sharing elaborato dal designer svizzero Rafael Schmidt in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi a Copenhagen lo scorso anno.
Il progetto ha cercato una strada possibile per facilitare la completa integrazione della bicicletta nel tessuto urbano della città. Per questo, le rastrelliere sono inglobate nella pavimentazione, i depositi delle bibliclette sono sia sotterranei che verticali (anche per limitare un certo inquinamento visivo), e le bici sono dotate di sistema Gps e collegate tra loro in una Lan, in modo da poter informare il ciclista in merito a rastrelliere libere, ingorghi del traffico etc..
Un modello interessante che potrebbe forse ispirare lo sviluppo di una mobilità da incentivare.
Via | Daily Tonic
Continua a leggere: Bike Sharing, per Copenhagen la versione di Rafaa

Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
Continua a leggere: "Nissyoku": la lampada in stile 'Tron' di Igen Design

Itay Laniado è un designer israeliano che studia tutt’ora all’Accademia di Arte e Design di Gerusalemme. Un giovane designer fissato con le strutture in tensione, con l’utilizzo di pochi, funzionali materiali e con l’ansia del minimo ingombro possibile. Un ‘purista’, a suo modo.
Laniado ci propone tre nuovi oggetti nati dalla sua creatività e dalla ricerca intrapresa. Una stampella, una scala e un portafoglio. Tre oggetti apparentemente distanti, quanto a utilizzo, ma resi vicini dall’approccio nel realizzarli.
Legno, innanzi tutto. Poi corda e spessi elastici di gomma. Infine cinghie e cremagliere. Sembra una puntata di MacGyver, ma non lo è. Piuttosto la dimostrazione di come si possa approntare la progettazione di oggetti in modo intelligente e con il minimo dispendio di materiali.
Continua a leggere: Gli oggetti in 'tensione' di Itay Laniado
Ispirati dalle tristi vicende di Haiti, gli organizzatori di “The 1 Hour Design Challenge” hanno deciso di darsi come tema gli “Emergency Shelter”: i rifugi di emergenza. Sessanta minuti concessi ai partecipanti per ideare una struttura robusta, leggera, pratica da trasportare e innovativa nella realizzazione.
I dieci vincitori sono stati proclamati dalla giuria e Core77, uno dei promotori, ha donato 500 dollari a Architecture For Humanity il progetto per aiutare l’Haiti Earthquake Support Program. Ad aggiudicarsi il primo premio (e la possibilità di vedere l’idea costruita nel concreto), è stato il l’industrial e interaction designer Dan Ostrowski con la sua “Life Tent”: una tenda gonfiabile munita di un sistema di localizzazione GPS e costruita in materiale repellente per gli insetti così da evitare il rischio di malaria.
Continua a leggere: The 1 Hour Design Challenge "Emergency Shelter": i vincitori

Grays Harbor Paper produce carta da ufficio riciclata al 100% , priva di sbiancanti inquinanti, certificata secondo gli standard internazionali. Le confezioni vendute in esclusiva dallo store online Frogfile sono state ridisegnate dall’agenzia canadese Change, lo studio di comunicazione che aiuta le aziende a sviluppare piani di posizionamento del proprio marchio, con un occhio sempre rivolto ai temi dell’ambiente.
Per le risme di carta Grays Harbor, Change ha ideato delle confezioni che sottolineassero tutte le precauzioni prese dall’azienda per ridurre gli sprechi e l’inquinamento e che rendessero gli uffici più consapevoli del loro ruolo nel risparmio di carta e nel processo di riciclo.
Ogni involucro di carta è in realtà un origami che una volta ritagliato e piegato, diventa un alberello. Le risme ancora intatte invece, se impilate formano il disegno di un abete, con tanto di nido e uova: gli uffici diventano metaforicamente sempre più verdi, la speranza è che vengano così incoraggiati a diventarlo sempre più concretamente.
Via | Thedieline.com
Il connubio tra design e aviazione civile è un affare di lunga data. E non parlo solo del lavoro fondamentale di chi disegna le livree degli aerei e le divise delle hostess, ma anche delle forme di feticismo scatenate dal packaging dei pasti serviti a bordo come dalla grafica stilizzata dei fogli di istruzioni di sicurezza.
Così non c’è da sorprendersi se i tedeschi dell’atelier Ehrensache siano arrivati a realizzare Bag to Life, borse ricavate da giubbotti salvagente dismessi dalle compagnie aeree, ideate forse sulla scia delle fortunate Freitag, le borse realizzate con vecchi teloni per i camion.
Il nome, un gioco di parole con l’espressione “back to life”, tornata in vita, sottolinea lo slancio ecologico di queste borse riciclate, ma anche l’umorismo un po’ macabro di questo accessorio, che verrà sicuramente apprezzato da chi è in cerca di modi vistosi per esorcizzare la paura del volo.
Via | Trecool.es
Bag to Life, le borse realizzate con i giubbotti salvagente.

I radiatori Play del marchio belga Jaga sono stati studiati espressamente per le camere dei ragazzi: caloriferi che non vanno nascosti, ma anzi diventano elementi decorativi, solidi quanto basta per sopportare i giochi più energici e scalmanati.
Ogni radiatore è composto di più strati che possono essere scelti in differenti colori. La novità è che sono costruiti secondo il sistema Low-H2O brevettato da Jaga: gli elementi sono più sottili e leggeri, il che si traduce in un consumo di acqua fino a 10 volte minore di un radiatore standard e in minori emissioni di CO2.
Via | Trendir.com

Si chiama Formula Chair la nuova produzione di Miso Soup design, realizzata in eco-resine con macchine da taglio CNC che prevengono sprechi di materiale in produzione. Una sedia si ottiene, senza materiali di scarto, da circa 4 metri quadrati di resina.
Per rendere davvero eco-sostenibile il processo di realizzazione della sedia i due designer giapponesi Daisuke Nagatomo & Minnie Jan non hanno previsto per il suo assemblaggio né collanti né materiali metallici. Bella nelle sue trasparenze, intelligente nella sua progettazione, Formula Chair è purtroppo ancora solo un prototipo.
Via | Designspotter.com
La sovrabbondanza di bottiglie di plastica che il nostro pianeta non riesce a smaltire, a fronte di un consumo di acqua imbottigliata sempre crescente, sta diventando un’emergenza planetaria. Piccoli progetti come Water Bobble di Move Collective possono forse aiutare a risolverla.
Si tratta di bottigliette da 55cl di PET riciclata e e riciclabile, priva di sostanze nocive come BPA e PVC, con un filtro al carbone attivo che trattiene le scorie e rende l’acqua più leggera e più gustosa per chi è abituato a bere acque minerali.
Le Water Bobble sono prodotte negli Stati Uniti, in stabilimenti a bassa emissione di anidride carbonica e possono essere riutilizzata più volte, poiché un filtro dura l’equivalente del contenuto di 300 bottigliette normali. Per finire, con il loro filtro disponibile in 6 colori brillanti, sfoggiano una linea molto piacevole, firmata da una star come Karim Rashid.
Via | Thedonutproject.com