
Nuova edizione quest’anno per DueperCinque, il concorso promosso da esterni per valorizzare lo spazio destinato ai parcheggi come occasione per una nuova socialità collettiva. Oltre 650 i progetti arrivati da tutto il mondo, soltanto 9 quelli selezionati, che trovate pubblicati sul sito e che potrete osservare dal vivo dal 13 al 18 aprile.
Non cambia, rispetto allo scorso anno, la location delle installazioni, che saranno dislocate tra Porta Genova e via Vigevano, con evento finale di tutto il Festival il 17 all’Hangar Bicocca. Nell’immagine che vedete sopra, uno tra i progetti selezionati: Bevetene tutti (Gabriele Diamanti, Lorenzo de Bartolomeis e Filippo Poli), una riflessione sul tema dell’acqua come risorsa pubblica (animali compresi).
Dimenticatevi il bagnino che corre verso il bagniasciuga, si butta in acqua e si mette a nuotare alla velocità della luce. Con Titus, mezzo di soccorso a motore, ma grande come una tavola da surf, è possibile raggiungere in tempi rapidissimi il nuotatore in difficoltà e assicurarlo sulla tavola per un ritorno a riva pronto e più sicuro.
Nato dall’osservazione attenta dell’interazione tra bagnini, nuotatore e ambiente spiaggia-mare, Titus presenta vantaggi preziosi (e, ci chiediamo, come mai nessuno ci aveva pensato prima?), dalla velocità di intervento alla possibilità di immobilizzare il nuotatore grazie a delle cinghie, assicurando anche una corretta posizione della colonna vertebrale. Il progetto è il vincitore dell’edizione 2009 del Lucky Strike T. Designer Award indetto dalla Fondazione Raimond Loewy Italia. A Marco De Santi, il giovane designer che ha presentato Titus come tesi di laurea al Politecnico di Milano, il favoloso premio di 30.000€.
Titus, il progetto di Marco De Santi vincitore del Lucky Strike Award 2009,
Ispirati dalle tristi vicende di Haiti, gli organizzatori di “The 1 Hour Design Challenge” hanno deciso di darsi come tema gli “Emergency Shelter”: i rifugi di emergenza. Sessanta minuti concessi ai partecipanti per ideare una struttura robusta, leggera, pratica da trasportare e innovativa nella realizzazione.
I dieci vincitori sono stati proclamati dalla giuria e Core77, uno dei promotori, ha donato 500 dollari a Architecture For Humanity il progetto per aiutare l’Haiti Earthquake Support Program. Ad aggiudicarsi il primo premio (e la possibilità di vedere l’idea costruita nel concreto), è stato il l’industrial e interaction designer Dan Ostrowski con la sua “Life Tent”: una tenda gonfiabile munita di un sistema di localizzazione GPS e costruita in materiale repellente per gli insetti così da evitare il rischio di malaria.
Continua a leggere: The 1 Hour Design Challenge "Emergency Shelter": i vincitori

Moroso non è un marchio che ha bisogno di presentazioni vista la sua fama su scala mondiale. Dopo le recenti inaugurazioni degli showroom del Cairo prima e di Londra poi, dopo la partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia così come alla Stockholm Furniture Fair, la celebre manifattura udinese ha deciso di spendersi sul territorio locale.
In collaborazione con la Galleria comunale d’Arte contemporanea di Monfalcone, sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, Moroso lancia una serie di iniziative che si svolgeranno per tutto il 2010 con lo scopo di valorizzare l’arte e la giovane creatività italiana dandole visibilità nel nostro paese e all’estero.
Il progetto prenderà vita nel corso dell’anno attraverso tre momenti: una prima rassegna “A Basic Human Impulse: Arte & Design” dal 15 maggio al 27 giugno; una rassegna video, “Report Italia 2008/09″ dal 2 ottobre all’1 novembre e infine il vero e proprio Premio Moroso per l’arte contemporanea. L’intenzione sembra al momento quella di rendere questi eventi degli appuntamenti ricorsivi.
Continua a leggere: Il Premio Moroso e la giovane creatività italiana

Con il Brit Insurance, il London Design Museum premia ogni anno i migliori designer internazionali che si sono distinti nelle categorie arredamento, prodotto, grafica, interactive, trasporto, moda e architettura. In attesa della proclamazione dei vincitori, prevista per il 4 marzo, possiamo dare un’occhiata alle shortlist complete, tra cui troviamo, per la categoria arredamento, anche due prodotti di cui abbiamo già parlato nel corso del 2009, come la Carbon Fiber Chair di Shigeru Ban e la Pallet Chair di Studio Mama.
Concorso che vai, opinabilità che trovi, sempre nel rispetto legittimo delle opinioni altrui, magari diverse dalle nostre. Ma la selezione si può dire rappresentativa delle migliori produzioni dello scorso anno? E il Made in Italy non ne esce un po’ troppo sacrificato? Senza scadere in un’ottica di difesa italica ad oltranza - il buon design non è e non è mai stato un’esclusiva italiana!!!-, non vi sembra però che oltre la Manica (classifica di Wallpaper conferma) siano un po’ troppo severi con le nostre produzioni di eccellenza?
Via | Abitare

Come limitare il consumo di energia del frigorifero, uno tra gli elettrodomestici più succhiawatt a dispetto delle ottimizzazioni introdotte dalle classi A+ e A++?
Una possibilità innovativa è quella proposta dal modello Quadrio di Hotpoint-Ariston (primo premio del Good Design Award 2009 nella sezione elettrodomestici): dotare il prodotto un’altra anta e un di altro cassetto, entrambi indipendenti rispetto agli sportelli del frigo e del freezer. La soluzione, infatti, permette di ridurre la dispersione del freddo, con un risparmio superiore al 50% rispetto ai normali combinati 2 porte della stessa grandezza.
Interessante anche l’introduzione della funzione “holiday”, da attivare quando, giusto prima di partire, ci troviamo con il frigo vuoto ma con il congelatore ancora pieno di alimenti.

E’ una medaglia gioiello quella che l’industrial designer canadese Omer Arbel ha progettato per i giochi olimpici invernali di Vancouver 2010. Il concept, risultato vincitore del concorso indetto dal comitato organizzatore, partiva dal presupposto che le medaglie sono qualcosa da indossare tutti giorni, e non una sorta di reliquia da mettere in vetrina e pulire dalla polvere di tanto in tanto.
Il design ha quindi optato per uno stile discreto e “portabile”, privilegiando un layout minimale che rinuncia a scritte e simbologie nazionali (è prassi, infatti, riportare sempre la città che accoglie i giochi) a favore di una texture grafica astratta, a cui si aggiungono in rilievo -e questi non potevano veramente mancare- gli anelli dei giochi olimpici.
Via | Metropolismag

Sono due miliardi, nel mondo, le persone che non hanno accesso diretto all’elettricità . A loro - una quasi maggioranza esclusa dagli interessi della progettazione- guarda la Portable Light, una lampada ricaricabile ad energia solare nata da un’idea della ricercatrice Sheila Kennedy.
Il progetto pilota, sviluppato al Mit e quindi ingegnerizzato dallo studio Kva mat in un’ottica non profit, integra pannelli solari flessibili all’interno di stoffe e tendaggi. Stiamo parlando di quello che, in gergo, prende il nome di tessuto solare, un materiale in grado di accumulare energia durante il giorno per reimpiegarla nello stesso oggetto durante la notte. In questo caso, poi, la tecnologia di Portable Lights si può anche applicare ai tessuti di borse e oggetti domestici, facilitando l’impiego e la diffusione di questo device nella cultura locale.
Inizialmente realizzata per una comunità dell’area messicana della Sierra Madre, Portable Light è stata sperimentata anche in altre realtà dell’America Latina, dal Nicaragua al Brasile. Un impegno che ha ora trovato un riconoscimento nel prestigioso premio Index, dove la lampada è tra i finalisti.
Via | Elle Decor
HP - invent from Tom and Matt on Vimeo.
Il compito assegnato a Matt Robinson e Tom Wrigglesworth, due studenti inglesi della Kingston University alle prese con i D&AD Student Awards, era presentare un’idea per promuovere le workstation Hewlett-Packard e la loro capacità di dare vita alle idee creative di ognuno.
Questo video virale, che si è aggiudicato il secondo posto nella competizione, è il loro interessante risultato, un’animazione a passo uno, una stop-motion che, senza alcun effetto digitale, solo sfruttando il movimento dei fogli che fuoriescono da un circolo di stampanti, crea una coreografia a dir poco psichedelica.
Via | Designvagabond
Una borsa di studio di 18,000$ valevole per due anni, al fine di accedere al programma di Communication and Ideation Design del Langara College di Vancouver. Rethink Scholarship è un progetto della Rethink Communications, agenzia (anche se loro preferiscono definirsi ) canadese che ha deciso di promuovere in modo molto particolare questo concorso.
Il video che vi proponiamo contiene una serie di consigli, ‘annotati’ sul più classico degli sketchbook neri. Consigli semplici e importanti, linee guida per gestire nel modo migliore la propria creatività . Prima ancora di dettare leggi sul tipo di lavoro, quelli di Rethink vi suggeriscono un modo di procedere, la giusta attitudine per approcciare anche la proposta che andrete a consegnare.
Se poi il ‘tutorial‘ è di per sé un ottimo compendio di creatività e idee, che saltano fuori dalle pagine nella migliore tradizione dei pop-up, allora l’attenzione è definitivamente catturata. Un punto di vista divertente e originale. Da vedere assolutamente.