
La Alamo Drafthouse, una catena cinematografica americana di Austin, nel Texas, ha commissionato a Jason Munn una serie di poster per il Texas Monthly Rolling Roadshow, che si concentra su film provenienti dal Texas.
Già vi parlammo della bravura di Jason Munn, espressa nelle grafiche di poster musicali, ma non è da meno nell’ambito della cinematografia, anzi, come al solito riesce a coniugare più aspetti e simboli con una linearità e semplicità sorprendenti.
Jason non solo è in grado di cogliere l’ambivalenza delle forme, ma anche dei significati e degli aspetti spesso emblematici della comunicazione alla quale punta. Nota di merito da non sottovalutare è la capacità che ha di non essere retorico e scontato, ma innovativo e sorprendente nelle linee pulite e nei colori misurati.

Hengki Koentjoro, classe 1963, è nato in Indonesia, a Semarang, Ha studiato al Brooks Institute of Photography in California, dove si è laureato nel 1991. Quanto spinge Koentjoro a scattare foto è il desiderio non solo di esprimere la propria anima, ma anche la necessità di creare un tramite tra visibile e invisibile.
Nelle sue foto è indubbiamente riconoscibile un respiro tutto orientale di intendere gli spazi, i soggetti, le profondità. In tutte le sue composizioni ci sono metri e metri di inquadratura, in cui ogni centimetro è necessario non per far da cornice ad un soggetto, ma per farlo vivere.
La scelta del bianco e nero diviene una necessità dell’anima, della contemplazione e della meditazione, che non possono avere distrazioni, e devono potersi muovere entro uno spazio pulito. È lo spazio che crea la forma e la storia, che nelle foto di Hengki Koentjoro si possono scorgere e costruire.
A quanto pare a Stoccolma i giovani sono i peggiori d’Europa nel praticare sesso sicuro, così si è corso ai ripari promuovendo la suddetta attività rendendo l’uso del condom divertente e non imbarazzante, sfida consegnata alla 2d code, società di Londra esperta nel settore, che l’ha portata indubbiamente a compimento.
La campagna di prevenzione inizia con la distribuzione di 50.000 condom gratuiti, confezionati ognuno con un QR code sul fronte, in modo da poter scaricare sul proprio smartphone una app con la quale si possano misurare ritmo, suoni e durata del rapporto, solo posizionando il telefono sul letto.
Sul proprio smartphone man mano che il tempo passa il grafico si aggiorna in tempo reale, caricandosi direttamente sul sito, dove l’utente crea un proprio profilo come un vero social network, registrando i propri tempi e ritmi, età, capelli, personalità, segno zodiacale, nonché scarpe, animali, squadra e musica preferite.
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L’altro ieri vi abbiamo parlato della Zoochosis, società di produzione di Patrick Scott, che ha l’obiettivo di produrre film indimenticabili, e di questa impossibilità a togliersi dalla mente e dagli occhi le loro immagini già avete avuto un assaggio; con questo altro video ci sarà la possibilità di capire meglio il loro stile che non manca di coerenza.
Di questa produzione dicono “Infine, una commedia per gli amanti degli animali”, ma c’è da prenderli alla lettera, un po’ come è successo per la ragazza-dalmata di Sparky. Questa volta gli animali protagonisti sono degli agnellini, esattamente cinque pecorelle corrispondenti a cinque belle ragazze con un costume essenziale da pecore: felpa bianca con orecchie, e mutandine rosa, basta, nient’altro.
La musica ritmata ma delicata descrive un pascolo inusuale, che anziché brucare balla con gesti minimi ma ugualmente sensuali. Immancabilmente giunge qualcuno, e che sia un pastore o la personificazione del lupo non ha importanza, perché quel che conta è che inevitabilmente finisce per approfittare del candore delle cinque agnelline.
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Sviluppato dallo studio di design londinese Johnson Banks in collaborazione con l’università dei media digitali Ravansbourne, il progetto “Arkitypo” è una sorta di ‘alfabeto di alfabeti’ modellato in tre dimensioni. Un set completo di immagini, una per ogni lettera, che mostra insieme il carattere tipografico e la sua storia.
La ‘J’ segue la forma di una mappa della metropolitana, perche il carattere ‘Johnston’ - appunto - è stato originariamente progettato per la Metropolitana di Londra. La ‘C’ è generata pensando al ‘Courier’, utilizzato negli anni 1950 per le macchine da scrivere ed è quindi composta da un
assemblaggio dei tasti in metallo. Il video del rendering a inizio post vi mostra efficacemente l’idea.
Negli Stati Uniti uscirà il prossimo 20 luglio 2012 (il 29 agosto in Italia), ma c’è - comprensibilmente - già una grandissima attesa per “The Dark Knight Rises“: il prossimo capitolo della saga di Batman, diretto da Christopher Nolan. Mentre arrivano anticipazioni e foto rubate dal set, il turco Doğan Can Gündoğdu, un giovane studente di Communication Design, ha deciso di provare a immaginare la sequenza dei titoli di testa.
In collaborazione con Günışığı Cihangir, che si è occupato dell’animazione e della modellazione, ha realizzato questo incredibile video di due minuti che non faticheremmo a vedere in apertura della pellicola. Atmosfera perfetta grazie ai toni e al montaggio, ottima l’idea dello sviluppo fotografico: un lavoro che introduce un potenziale, grande talento.
La Zoochosis, nata nel 2011 e fondata dallo scrittore e regista Patrick Scott, è una società di produzione per contenuti di breve e lunga durata. Ciò che si propongono di fare, così come descrivono, è quello di produrre film indimenticabili per stile e contenuto, nonché definire un nuovo standard per i nuovi media, e indubbiamente a vedere alcune loro realizzazioni è proprio così.
Apparentemente senza fine, se non quello dell’autopromozione, è Sparky, il video dove vediamo cinque prestanti poliziotti in una ipotetica caserma durante l’ora di pranzo. Girato interamente in slow-motion, se ne apprezza meglio la fotografia effettivamente ben curata, nonché le performance attoriali.
L’elemento emergente, non solo è l’ambiguità e i riferimenti sessuali continui, ma soprattutto quello di un cane, Sparky per l’appunto, che lentamente nell’immaginario, da cane-dalmata passa a quello di ragazza-dalmata, con una serie di interventi a metà tra il giocoso e il provocante.
La sessualità intesse ogni minuto, senza puntare a uno specifico fine: un po’ quello dell’omosessualità, un po’ quello della gang-bang, un po’ quello della zoofilia. Senza dubbio però l’attenzione rimane alta e costantemente rivolta a cosa potrà avvenire successivamente. Un ottimo divertissement registico a cui manca solo la parola.
Questo “Enlightened Souls” è un progetto ancora in fase di lavorazione, come ammette lo stesso autore: il fotografo Fabrice Wittner che lo ha iniziato durante un viaggio compiuto nel maggio del 2011 a Christchurch, in Nuova Zelanda. È pensato come un contributo artistico e morale a un evento catastrofico: il sisma che ha colpito la zona. Con degli stancil, Wittner ha dipinto delle figure umane che ha poi illuminato per ricordare le vittime della tragedia e mostrare lo spirito di una città gravemente colpita.
Un mix di street-art e fotografia che segue un processo lungo e complesso, anche in relazione ad alcune critiche ricevute. La seconda fase è stata realizzata ad Hanoi, in Vietnam dove le immagini sono diventate quelle di alcuni bambini fotografati in alcuni villaggi del nord del paese ‘proiettate’ in alcuni dei luoghi principali della Capitale. Un lavoro emozionante e di grande impatto visivo.
Enlightened Souls: gli stancil illuminati di Fabrice Wittner









È opera dell’agenzia tedesca Legas Delaney questa mini-serie di tre poster per la campagna “Every leaf traps CO2″ promossa dall’associazione “Plant for the Planet” che si batte per abbassare i livelli di CO2 nell’aria e salvare così la flora del nostro pianeta. Idea semplice, realizzazione impeccabile a partire dalla constatazione che ogni foglia ‘trattiene’ grandi quantità del temibile biossido di carbonio.
I tre cut-out mostrano quindi una serie di tristi panorami urbani simbolo dell’inquinamento atmosferico, incisi appunto sulla superficie verde. Qualcosa di indelebile che rovina definitivamente l’elemento naturale come siamo abituati a vederlo e apprezzarlo. Direzione creativa di Felix Boeck e Robert Westphal, copy di Heiko Franzgrote e illustrazioni di Lorenzo Durán e Nadine Hoenow.
Every leaf traps CO2: le illustrazioni cut-out della Legas Delaney per la campagna di Plant for the Planet




Anche se stiamo ormai vivendo nel 2012 da poco meno di un mese, dare uno sguardo all’anno appena trascorso potrebbe rivelarsi interessante e insospettatamente utile. Lo facciamo con un’animazione che dura due minuti, interamente realizzata in stop-motion.
È opera di Mac Premo e Oliver Jeffers (i nomi in questione non dovrebbero necessitare presentazioni), è stata commissionata dal “The Daily” e sottolinea in modo divertente e creativo dodici avvenimenti per altrettanti mesi. Unico, trascurabile difetto - com’era immaginabile - la scelta degli eventi rilevanti tra quelli che hanno coinvolto gli Stati Uniti.