
Il designer Alexander Christoff ha ideato questa seduta ispirandosi chiaramente al car design della Ferrari, chiamandola non a caso F1 Lounge Chair.
La sua linea cerca di seguire la naturale inclinazione del corpo umano, pur mantenendo una somiglianza riconoscibile con l’automobile a cui si ispira, ben visibile sia lateralmente che frontalmente. Ovviamente anche il colore rosso fuoco richiama alla mente la Ferrari.
La seduta è realizzata in fibra di vetro e acciaio cromato, ma non è stata ancora prodotta su larga scala.
Via | FurnitureFashion

Nuovo logo per Peugeot, famosissimo marchio francese (attualmente di proprietà della Citroën) costruttore di automobili. BETC design è stato incaricato del restyling.
Il precedente, caratteristico leone, era stato sviluppato nuovamente nel 1998, quello di oggi presenta alcune variazioni più o meno evidenti. Il font rimane praticamente lo stesso, più ampio lungo la linea orizzontale e con dettagli diversi sulla ‘U’ e sulle ‘E’ maggiormente stondate.
La silhouette del leone invece si è fatta più aggressiva, benché ancora più stilizzata. Scompare la lingua dalle fauci, ridotte le dimensioni della coda, i toni sono più metallici e in linea con i recenti dettami grafici in ambito automobilistico (e non solo).
Dopo il salto, una versione ad alta risoluzione del logo e il video di presentazione del nuovo simbolo.
Su Flickr, il gruppo Autografik raccoglie immagini relative alla grafica di vecchie automobili e furgoni aziendali. I veicoli, prevalentemente americani, inglesi e tedeschi, offrono uno sguardo molto interessante su questa declinazione così specifica della grafica modernista, per un bellissimo effetto vintage. Inserito anche del materiale d’archivio relativo a vecchie pagine pubblicitarie o supporti diversi relativi a libretti delle istruzioni, manifesti e schede tecniche.
Via | Swiss Miss
Autofrafik, l’archivio vintage della grafica automobilistica


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Bella è? Da qualsiasi punto di vista la guardate scatena la brama di possesso. Bella, preziosa e poco disponibile, sembra che questo splendida Ferrari 250 Testa Rossa del 1957, sarà venduta a Maranello il 17 maggio, all’asta “Ferrari Leggenda e Passione”, ed è stata stimata qualcosa come 11 milioni di dollari! Diffide dire ora se raggiungerà o supererà questa stima visti i suoi trascorsi.
Con il suo design elegante e sinuoso scolpito da Scaglietti, difficile, anche per un profano non rimanere incantati da questo esemplare definito la “Gioconda” delle auto da collezione, che oltre ad essere una delle 20 Ferrari 250 TR costruite fra il ‘57 e il ‘58 è anche una delle più rare e ambite Ferrari di tutti i tempi grazie alle numerose gare vinte.
Acquistata nel dicembre 1957 dal pilota e carrozziere italiano Piero Drogo, questa signorina con numero di telaio 0714TR, ha debuttato in alcune gare sudamericane, fra cui la 1.000 km di Buenos Aires del ‘58, per poi essere venduta negli USA ad Alan Connell prima e Wayne Burnett poi, che l’ha fatta correre e vincere fino al 1963.
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Ideata dal giovane designer croato Elvis Tomjlenovic vincitore del concorso Auto(r) Design Conference, Moy è la prima auto versatile che potrà cambiare look con un semplice click, esattamente come il desktop del nostro pc. Tutto ciò è possibile perchè la carrozzeria sarà realizzata con un doppio strato di policarbonato all’interno del quale si troveranno altri strati di cristalli liquidi, led e fibre elettrocromiche.
Cambiare l’aspetto di questa vettura è molto semplice, basta creare al pc la fantasia che si vuole e trasferire l’immagine via Wi-Fi all’auto che cambierà aspetto in pochi secondi. Inoltre, grazie alla presenza dei cristalli liquidi, è possibile anche creare grafiche dinamiche ideali anche per chi desidera avviare un nuovo tipo di pubblicità mobile.
Moy sarà un’automobile che funzionerà con energia pulita che, grazie al motore elettrico inserito all’interno delle ruote, non produrrà nessun tipo di emissione nociva nell’ambiente.
Via | Architetturaedesign.it

A qualche giorno dalla segnalazione del lancio sul mercato di Leko, la prima vettura firmata Ikea, siamo tornati a scoprire qualcosa di più sul progetto. Ma cosa abbiamo scoperto? Che i rumors erano assolutamente fondati: Leko, infatti, non è il nome di una macchina quanto quello di un nuovo servizio di car sharing promosso in Francia dal colosso svedese. Per raggiungere un negozio Ikea, certo, ma anche per effettuare spostamenti da una città all’altra del paese.
Una campagna di marketing virale che ha funzionato alla perfezione. Allo stesso tempo, anche una visione alternativa del fare design in senso lato: non relativa alla produzione di oggetti, quanto alla progettazione di attitudini e comportamenti alternativi, questi sì veramente sostenibili.

Per il momento è solo una macchina coperta da un telo: impossibile, dunque, capire cosa si nasconde al suo interno. Le premesse, però, si rivelano di grande interesse: Ikea, leader mondiale dell’arredamento low cost, farà il suo ingresso nel settore automotive con il posizionamento sul mercato di una nuova vettura a basso costo, Leko.
La data scelta per il lancio, il 1 aprile, fa pensare ad una boutade, magari in odore di campagna di marketing virale. Ipotesi che peraltro non sembra del tutto esclusa. D’altro canto, qualche elemento concreto per dare credibilità alla storia sembra esserci. L’iniziativa, innanzitutto, è stata presa dalla filiale francese di Ikea, che ha presentato il progetto attraverso un sito dedicato, un video che racconta il valore aggiunto della vettura per l’automobilista di domani: economica, ecologica, conviviale. E modulare quanto a capacità di trasportare un carico abbondante di oggetti. Il WWF inoltre, patrocina l’operazione: per gli scettici, certamente una sicurezza in più sull’impegno ecologico della neonata casa automobilistica.
Via | Design Boom
Un bus biblioteca che richiama lo street style e diffonde informazioni e cultura anche nelle zone più isolate, lontane dai circuiti abituali di distribuzione di editoria e giornalismo.
L’autobus, che nel 2009 visiterà 32 villaggi nella provincia di Kiruna, in Svezia, è stato progettato dallo studio Muungano, mentre la grafica del van è stata sviluppata da Fredrik Forsberg di They Graphics. All’interno, una vasta collezione di libri, cd e dvd, insieme ad una piccolissima sala proiezione.
La caratterizzazione “edutainment” del Bokbuss, che riesce ad avvicinare senza intimorire un pubblico vasto di lettori potenziali, è valsa il premio come miglior progetto dell’anno dell’Associazione Nazionale Biblioteche Svedesi per il 2008.
Via | Below the Clouds
Dopo essere già stata rilevata dai blogger del nostro circuito a due ruote, la notizia dell’apertura del Ducati Caffè a Roma approda a ragione anche su designerblog. L’operazione di brand extension, infatti, ci pare abbastanza inedita per un marchio del settore automotive, anche se c’è da scommettere che sarà presto seguita da altri illustri competitor.
Gli interni, com’era ovvio, riprendono i colori storici della casa di Borgo Panigale, il nero, il bianco e il rosso, declinandoli in tutti i diversi spazi, dall’angolo bar fino al corner con gadget ed accessori. Quanto al colpo di scena non potevano mancare, appese alle pareti o su pedane traslucide, le grandi moto da corsa, presenza d’impatto sia per fan agguerriti che passanti distratti.
Un unico rammarico: privilegiando la fedeltà alla corporate image, questo caffè non si è un po’ trasformato in un corpo estraneo nel tessuto urbano del centro storico?
Via | Trend Hunter
Il desiderio di sviluppare un progetto d’utilità sociale oltre che culturale, la capacità di riconvertire a livello funzionale il design di un veicolo, una buona dose d’interior design e tanta grafica, hanno portato i designer Peter Thuvander e Martin Hedenström di Muungano a realizzare un progetto di libreria bus itinerante, che si è aggiudicato il riconoscimento di Library Bus of the Year della Swedish Librarian Society.
Il progetto di biblioteca mobile, nasce dal bisogno di rispondere alle esigenze di una città come di Kiruna, sviluppata in un’area molto estesa e scarsamente popolata. A questo scopo il bus è stato dotato di scaffalatura per accogliere testi, film e giochi per computer, di uno spazio per la consultazione provvisto d’accesso ad Internet, comode sedute, tavolo e anche uno schermo, che trasforma l’ambiente in sala cinematografica.
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