Il blog ufficiale di Etsy propone una rubrica piuttosto interessante non solo per i semplici appassionati di interior design che possono trovare una fonte d’ispirazione, ma anche per i professionisti che siano in cerca di elementi d’arredo, complementi e accessori originali, homemade o vintage.
Get the Look Decor è infatti un appuntamento in cui vengono ospitati i consigli di guest blogger (nelle foto della nostra gallery per esempio lo studio Topsy Design) per ottenere nella propria casa un certo “look”, una suggestione ricercata, attraverso piccoli cambiamenti. Che si parta da un tema declinato attraverso fotografie d’interni, oppure dai reali appartamenti di creativi e designer, il primo step è sempre l’individuazione degli elementi chiave, quegli oggetti essenziali a riprodurre l’aspetto della stanza.
Un’accurata ricerca poi evidenzia gli articoli in vendita nei vari shop di Etsy coerenti con lo stile selezionato e utili per ottenere un aspetto simile a quello raccontato attraverso le foto: percorsi di shopping mirati e accurati tra oggetti realizzati a mano e pezzi vintage, per trovare magari qualche occasione irrinunciabile.
Foto | TopsyDesign
Vi sarete forse già imbattuti nell’ormai celebre blog Fuck Yeah! Ryan Gosling in cui alle foto dell’attore sono giustapposte didascalie che cominciano sempre con “Hey Girl” e continuano con proposte tra il romantico e l’assurdo. Un vero e proprio tormentone nato ben tre anni fa.
Da quando poi lo scorso anno Gosling su MTV ha letto, in una performance ad alto tasso di autoironia, alcune delle frasi prese dal blog, quella di mettere in bocca all’attore le parole più vergognosamente sdolcinate che possano venire in mente è diventata davvero una mania, e il blog si è trasformato in un meme che ha dato vita a tutta una serie di altri blog fondati sullo stesso concept ma declinati secondo un tema.
Pochi mesi fa sono nati così tra gli altri anche Typographer Ryan Gosling e Silicon Valley Ryan Gosling, i blog che stanno facendo sognare frotte di romatiche designer e geek. Se anche tra di voi c’è qualche giovane graphic designer sensibile al fascino del bell’attore americano, gradirà forse questa piccola gallery estrapolata dai siti sopra citati.
To Resolve Project è un’idea del graphic designer newyorkese Chris Streger che, stufo di fare liste di buoni propositi che finivano irrimediabilmente al buio di un cassetto, ha deciso di trasformare la propria in un blog ben evidente. Per farlo ha invitato una serie di illustratori e grafici, suoi amici o sconosciuti, ad illustrarla, con gli stili più disparati.
Il progetto è partito un anno fa e da allora sempre più creativi hanno aderito, contribuendo con immagini e buoni propositi. Ogni illustrazione può essere facilmente utilizzata come wallpaper per i propri schermi e da quest’anno Chris Streger chiede ai contributori di prediligere il formato per iPhone. Chiunque volesse sottoporre la propria proposta può scegliere un template e inviarlo, sperando che quante più persone siano pronte a condividerla.

Glom! di Roberto Grossi
Il 20 novembre è nato Glom! blog di illustrazioni, fumetti, copertine ed eventi di Roberto Grossi. L’autore è già presente sul web con Momoffice, sito tenuto assieme a Sarah Notrica in cui i linguaggi di arte, architettura e grafica si sovrappongono liberamente, lasciandosi contaminare com’è naturale che sia.
Glom! nasce invece come vetrina personale di Roberto Grossi, un blog che si propone di divenire ricco di materiale tra bozzetti inediti, prove colore e piccole strisce di produzione autonoma e indipendente. Un blog come già altri artisti tengono, alcuni dei quali elencati tra i link, come Alberto Corradi, Alessio Spataro, Dave Cooper, Gipi e altri ancora.
Roberto Grossi è un illustratore e fumettista, nato nel 1968 a Roma, dove tutt’ora vive e lavora. I suoi lavori sono apparsi su numerose riviste e quotidiani, tra cui Pulp Comix, Blue, BlueDerive, Olis, Derive e Approdi, Gomorra, il Manifesto, Galago in Svezia, Liberazione e Carta, oltre che in mostre collettive e personali.
Scusate il pessimo gioco di parole, ma in questo caso era davvero inevitabile. Di progetti seriali strampalati ne abbiamo raccolti tanti negli ultimi anni, ma forse Branding 10.000 lakes si propone come una delle iniziative più surreali nel mondo del graphic design.
L’art director statunitense Nicole Meyer, dopo aver constatato quanto siano generalmente mal concepiti i brand dei laghi del suo stato, il Minnesota, ha deciso di ripensarne uno al giorno, ridisegnarlo e pubblicarlo nel suo nuovo blog.
Considerando che il Minnesota è anche conosciuto come “The Land of 10,000 Lakes” (ma secondo Wikipedia si aggirano intorno agli 11,842) potrebbero volerci 27 anni per completare l’impresa. Per il momento il progetto sembra andare a gonfie vele e nella gallery si possono trovare spunti interessanti e più di un’ispirazione per chi si occupa di comunicazione turistica. Ma secondo voi, intorno a quale numero la volenterosa designer comincerà a perdere l’ispirazione?
Continua a leggere: Branding 10.000 lakes, loghi... per i laghi
Le celebrità fanno cose strane. Anche quando twittano (e a quanto pare tra i VIP e Twitter è in corso un idillio) scrivono spesso frasi senza senso, chissà se dettate dalla voglia di apparire eccentrici e farsi notare o dalla necessità di mandare messaggi in codice per farsi capire solo dalle persone giuste.
Qualsiasi sia la verità, il colorito repertorio di very important tweets ha ispirato l’illustratrice americana Odessa Begay tanto da spingerla a fondare il Museum of Modern Tweets, una gallery di disegni che danno vita, con tinte piatte e vivaci, ad alcuni tra i più divertenti e surreali messaggini delle celebrità, prendendoli alla lettera con effetti piuttosto comici.
The Dumpster Project from mac premo on Vimeo.
The Dumpster Project non è un progetto che riguarda esattamente il design, quanto piuttosto gli oggetti comuni e il loro accumulo. Per tutta la sua vita l’artista americano Mac Premo ha raccolto e collezionato oggetti, quasi indiscriminatamente, cose inutili, effimere, bizzarre, buffe.
Temperini e barattoli di cibi esotici, biglietti del cinema e strani memorabilia. Ma qual è esattamente il suo progetto? Cosa se ne farà di tutta questa paccottiglia? Costretto a liberarsene in previsione di un trasloco, Premo la trasformerà in un collage tridimensionale, contenuto in un cassonetto enorme (dumpster in inglese). Ma prima, ogni oggetto (circa 400) della sua sterminata collezione verrà fotografato e pubblicato sul suo blog con una breve ma sentimentale descrizione. Poesia del quotidiano.
Non è sicuramente il primo blog in cui vengono pubblicate, senza tanti giri di parole, illustrazioni tratte da pagine di quaderni e Moleskine. Eppure Cuadernistas suscita un’immediata curiosità, sarà per il suo sottotitolo, “un blog dove un gruppo di illustratori mostra ciò che di solito viene nascosto negli sketchbook”, che sembra un incitamento al voyeurismo.
E in effetti quel che colpisce di queste illustrazioni è il loro onesto status di sketch, bozzetti, disegni incompiuti, mostrati nella loro naturale bellezza, disegnati a mano con pochi colori su carta, prima che vengano ritoccati e resi perfetti dal software digitale. L’immediatezza di un appunto, di un ritratto fatto al volo, per fissare un istante, prima che pensieri e considerazioni e pensieri abbiano la meglio e lo trasformino in un’opera definitiva, migliore magari, ma per una volta, forse meno interessante.
Come risalire agli autori di una bella immagine trovata in rete per poterla pubblicare sul proprio blog, è a volte un compito arduo che spinge molti autori a compiere leggerezze. Dare la giusta visibilità a chi ha realizzato un’immagine non è solo un modo per evitare grane legali, ma un dovere morale di ogni blogger che si rispetti.
Della questione si è occupato un gruppo di blogger sparse in giro per il mondo che si sono interrogate sul metodo migliore per sensibilizzare la blogosfera all’utilizzo più corretto possibile dei credits. Due di loro, la fotografa e stylist Pia Jane Bijkerk e Erin Loechner, fondatrice di Design for Mankind hanno deciso di realizzare un poster, con il contributo grafico di Yvette van Boven che ha disegnato il font.
Un’immagine semplice realizzata come un diagramma di flusso, per raccontare il processo decisionale, tra scelte giuste e sbagliate, che porta alla pubblicazione di un’immagine, includendo anche qualche consiglio non scontato.

I disegnatori traggono ispirazione dai propri animali domestici? Sembrerebbe proprio di sì e non c’è solo l’esempio eclatante di Gemma Correll e dei suoi carlini a dimostrarlo. L’illustratore californiano Richard Perez ad esempio ha ritratto i suoi gatti Buffins & Tibbles.
Si è poi chiesto se anche i suoi colleghi trovassero interessante ritrarre il cucciolo di casa. Evidentemente la risposta è stata affermativa, vista la nascita del suo blog Meowoodle che raccoglie, in equilibrio tra senso dell’umorismo e feticismo, ritratti di gatti realizzati da illustartori e graphic designer di ogni provenienza.
Gli stili sono i più disparati, felini in stile cartoon o realistici, disegnati a mano o con stile geometrico e tecnica vettoriale, ognuno con il suo nome (e a volte cognome). Nato solo pochi giorni fa, Meowoodle ha già raccolto un buon numero di contributi, grazie alla devozione del suo fondatore che, a questo punto a ragione, si definisce ironicamente nel suo profilo graphic designer, illustrator and cat whisperer.