Un nuovo modo di concepire la creatività, meno ortodosso e forse per questo di portata più vasta, sembra interessare sempre più persone che, semplificando molto, producono sulla loro scrivania, vendono su Etsy, cercano visibilità su Facebook e Pinterest. È così che nascono nuove esigenze, e nuove nicchie di mercato pr soddisfarle.
Ha l’aspetto di una semplice stampante, Cricut, il prodotto che ha reso l’azienda americana Provo Craft un gigante delle forniture per il fai-da-te. In un interessante connubio tra alta tecnologia e hobbysitica, Cricut è in realtà un cutter digitale, un prodotto prosumer, capace di intagliare disegni intricati in un gran numero di materiali differenti.
Dalla carta, ovviamente, al feltro, al vinile e addirittura al fondente per decorare le torte: Cricut, che mette a disposizione dei suoi consiumatori un’infinita library di motivi e un software online per realizzare i propri disegni, è diventata in poco tempo un best seller tra quanti hanno abbracciato la filosofia di quel craft design, design dalle derive casalinghe, che ad Etsy deve tanta della sua diffusione. E che stimola l’innovazione da parte delle aziende che producono forniture e materiali per il decor e i lavori creativi.
Forse non tutti sanno che da pochi giorni sul sistema ferroviario italiano è arrivato Italotreno, la compagnia che offre un’alternativa alla già conosciuta Trenitalia. Per i pendolari o i viaggiatori occasionali è una vera rivoluzione, di cui non si attardano ad approfittare.
Nel filmato possiamo vedere una brevissima presentazione in 3D delle carrozze, non più divise in classi ma in ambienti, anche se il concetto è lo stesso, ma almeno sa meno di separazione -giustappunto- di classe.
Smart ha il servizio Wi-fii, giornali, ampi vani bagagli, prese di corrente, e oltre a tutte le comodità di arredamento, una serie di schermi al centro della carrozza per trasmettere film in accordo con la Medusa Film.
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Dal 1976 ad oggi la Apple non è stata un’azienda che ha seguito le mode del design, ma è stata una realtà così grande da dettare le leggi stesse di cosa potesse essere di moda e cosa no, cosa si potesse ritenere buon design e cosa no.
Il video, realizzato in 3Ds Max e V-Ray, inizia con la presentazione dei più noti prodotti di Cupertino, a partire dal 1976, anno in cui l’elettronica inizia ad acquisire una forma tale da poter essere fruita da sempre più persone.
Del 1984 è il primo computer che più si avvicina a quelli maggiormente conosciuti e diffusi, con schermo e tastiera, ma senza tower; seguono nel 1989 e 1991 le prime produzioni di computer portatili.

Modelle seminude sul più noto network conosciuto, si spogliano per un “mi piace”. Facebook torna all’attenzione per via delle opportunità che offre, specialmente nell’ambito del marketing alternativo, anche se le soluzioni trovate sono poco condivise dalla policy del suddetto sito, che non approva il nudo.
Chi si avvale della potente portata di Facebook è Stussy, casa d’abbigliamento olandese, che ha deciso di promuoversi con una campagna a colpi di clic e passaparola. Se cercherete Stussy su Facebook troverete parecchie pagine, ma è su questa che troverete una modella con indosso una quantità infinita di vestiti, tolti uno alla volta.
Al momento la pagina conta 18.361 “mi piace”, ovvero persone incuriosite dall’abbigliamento -o per i più maliziosi- da ciò che vi è sotto. Il numero, ne siamo certi, salirà ancora, ma se i commenti delusi si diffonderanno, non rimarranno che i vestiti. Ma la moda, potrebbe continuare a esistere e resistere senza modelle?
Tic Tac rilancia la propria immagine con ciò che ultimamente sta andando sempre di più di moda tra i prodotti per il consumo massivo: i flash mob, poi facilmente trasformati in video virali che spopolano nel vasto mondo della rete, arrivando ovunque.
Questo video per esempio è partito da Rouen, una città nel nordovest della Francia che conta poco più di 113.000 abitanti, e ha raggiunto oltre un milione di persone nel mondo, in particolar modo nel nord America e in Francia, e poi a seguire in Nord Europa, Brasile, Russia e Australia.
Il meccanismo è bene o male sempre lo stesso, dove un buon numero di attori e comparse mettono in mezzo uno o più malcapitati, ma poi si ride tutti assieme, proprio come abbiamo visto pochi giorni fa con TNT, il canale televisivo belga.
La differenza con i flash mob amatoriali, quelli che vogliono coinvolta la gente comune, e quelli sono gli originali, è che una multinazionale può giungere a un ottimo risultato, non raffazzonato, con il minimo della spesa, e soprattutto volto al guadagno monetario e d’immagine, ovviamente.
Un altro esempio di come le idee vengano dalle persone qualunque, ma è chi può investirci sopra che poi ne trae profitto economico.
Tipp-Ex è un’azienda tedesca che produce il noto bianchetto “a strisce”, che non macchia ed è subito asciutto, marchio legato al forse più noto e nostrano BIC. Nel 2010 esordì su YouTube con ciò che non fu solo una semplice pubblicità, ma qualcosa di molto più coinvolgente e interattivo.
Soltanto l’altro ieri sono tornati i protagonisti del precedente video, il cacciatore e l’orso, per una nuova straordinaria esperienza, altrimenti chiamata Tippexperience2. Questa volta nello spazio imbianchettato non andranno scritte azioni, bensì anni.
Inutile dirvi che un pomeriggio sia passato a provarli tutti, perché d’altronde il meccanismo, la dipendenza, la curiosità, funzionano e attanagliano, inchiodandoti per tutto il tempo necessario a esaurire le possibilità.
In merito a queste, le possibilità, gli anni da poter scrivere, vi avrei voluto dare qualche suggerimento, ma poi vi avrei fatto perdere tutto il divertimento. Posso solo dirvi di non porre freno alla fantasia, e di usare un po’ di intuito: per il ‘900 si procede per decenni, e dal 2000 c’è un video per ogni anno, ma per le date successive (quindi il futuro) e precedenti (anche Avanti Cristo) si può parlare di epoche, più che di anni. Provateli e trovateli tutti.

Facciamo un viaggio nel passato, esattamente nel 1983, quando la Apple non era certamente quella di oggi, né per stile e tecnologia, tanto meno per fama. Tuttavia doveva essere abbastanza nota se vennero prodotti questi oggetti, per sé o per i più coraggiosi realizzati per essere regalati.
Ci sono T-shirt con la vecchia mela in technicolor, la borsa per la spesa, l’immancabile tazza seconda solo alle T-shirt come destinataria di grafiche, e infine una serie generosa di gadgettistica con spille, penne, e adesivi. C’è addirittura la fibbia per cintura: roba da super eroi o super nerd, a scelta.
Che il gusto negli anni ‘80 fosse diverso da quello di oggi è certo e risaputo, tuttavia ad oggi, con tutto che c’è un diffusissimo culto per il modernariato, nonché il più ovvio per l’azienda di Cupertino, ci vorrebbe davvero del fegato per adornarsi di questi oggetti.
Ma la storia non si giudica, la si registra (e colleziona) solamente, e forse il successo della multinazionale che fa parlare ogni giorno di sé, è dovuto anche all’intramontabile ruolo del merchandising.
Via | whudat.de
Dopo aver ufficializzato - come consuetudine - “Tangerine Tango” il colore di questo 2012, Pantone continua ad avvicinarsi al mondo della moda: ecco la collaborazione con Sephora, l’azienda che realizza prodotti per il make-up. La brillante tonalità rosso-arancio sarà declinata così in varie forme: eyeliner, rossetti, smalto, blush, gloss labbra, ciglia finte e ombretto.
Ad accompagnare ogni oggetto dell’edizione limitata, una confezione che riporta l’intera gamma del “Tangerine Tango” e sul sito a questo indirizzo, un color-picker per abbinare la giusta gradazione tra colore degli occhi, dei capelli e della pelle.
TILT - PANIC ROOM from BIG ADDICT on Vimeo.
Au Vieux Panier hotel, Marsiglia, Francia: questo è l’hotel dove si possono trovare cinque camere che ogni anno vengono rifatte con nuovi allestimenti, nuove decorazioni, e nuovo design. Ogni anno artisti, pittori, e grafici differenti, vengono invitati a ricreare totalmente la camera come desiderano, e così come la creano viene affittata.
La camera che presentiamo è quella curata dal designer e fotografo Big Addict (aka Roudet Benjamin), che gioca con estrema perfezione con il concetto del contrasto totale. Un lato interamente bianco, l’altro con qualsiasi colore possibile; un lato totalmente immacolato e pulito, l’altro vissuto e sporco; e ancora camera di un lussuoso albergo da una parte, e vicolo underground dall’altra.
Geniale la soluzione adottata, che trova l’equilibrio nello sguardo d’insieme, e soprattutto furba ed efficace la trovata pubblicitaria dell’albergo che con una sola mossa si ritrova a possedere grandi opere, a qualificarsi in maniera emergente rispetto alla concorrenza, e ovviamente ad attirare a sé tutto il pubblico necessario.

Campagna pubblicitaria della nota birra Corona Extra davvero ben fatta: originale ed efficace. I soggetti sono delle cartine di fantomatici Stati, che quasi sembrano uguali a tante altre, eppure man mano che si aguzza la vista si iniziano a scorgere diversi interessanti particolari.
Gli Stati posti in evidenza con il colore, sono in realtà delle figure: un uomo svenuto, un’auto incidentata, e un pugno su un volto, rispettivamente chiamati Depression State, Crash County, e Violence Land, il tutto perfettamente realizzato con i soli elementi cartografici quali strade, laghi, mari, regioni, e ovviamente i confini.
A osservare con ancor più attenzione ci sono anche i nomi delle città e delle regioni, ulteriore stratagemma per rendere ancor più verosimile la cartina, ma anche più approfondita e veritiera l’informazione.
In Violence Land leggiamo Detenzione, Morte, Problemi Psicologici, Problemi Emotivi, Aggressione Fisica, Punizione, Divorzio e ancora altre conseguenze. In Crash County le città si chiamano Paralisi, Shock, Sospensione Della Patente, Lesione Traumatica Del Cervello, Due Anni In Prigione, ecc. Infine in Depression State le regioni hanno nomi come Disorientamento, Dipendenza Fisica, Paranoia, Insonnia, Problemi Finanziari, Tristezza Cronica, Irritabilità, Ansia, e ancora altri sintomi.
Quando bevi ci sono alcuni confini che non vuoi attraversare, recita il claim in inglese, e sotto il necessario Bevi Responsabilmente. Questo messaggio personalmente all’inizio mi ha lasciato perplesso, perché ho pensato che sarebbe stato più corretto scrivere “non puoi”, ma a ben rifletterci la chiave della comunicazione non punta tanto sul divieto, cosa di cui facilmente ci si disinteresserebbe, ma su cosa proprio non si voglia fare, perché effettivamente tutte le conseguenze sono una serie di atrocità di fronte alle quali chiunque si guarderebbe bene dall’andargli incontro, dal varcarne i confini, appunto.