
“Negli ultimi anni ho pensato ad un design in grado di includere fenomeni naturali ed elementi invisibili come sensi, vento e luce”.
Così, il designer giapponese Tokujin Yoshioka (che ritroviamo a stretto giro su Designerblog dopo la Rainbow Church) ha progettato una collezione -una sedia, un tavolo, un divano, una panca- di mobili invisibili realizzati in policarbonato trasparente. Nuova la tecnologia impiegata che, a quanto sembra, ha permesso di realizzare volumi unici di materiale particolarmente spessi.
L’effetto della sedia che vediamo qui sopra? Essere sospesi nell’aria. La collezione sarà presentata da Kartell Kartell, che l’ha prodotta, al prossimo Salone. Dopo il salto, un’altra immagine della sedia.
Via | Mocoloco
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Clubber è una piccola collezione, composta da sofà e poltrona, disegnata da Per Weiss per il marchio danese Innovation. Lo stile è in bilico tra una classicità tutta scandinava e dettagli moderni, tra linee pulite e colori soft.
La seduta trapuntata restituisce immediatamente un’impressione di comfort, mentre i braccioli in legno ondulato e le lunghe e sottili zampe di acciaio alleggeriscono la figura di questi elementi da salotto che, reclinabili, possono trasformarsi in letti per una siesta o per l’ospite di una notte.
Via | Folderofideas
Clubber, poltrona e sofà disegnati da Per Weiss per Innovation

Wonderwall è lo studio di design che ha recentemente progettato il nuovo flagship store Nike a Tokyo. Caratteristica principale dello spazio, la sua ampiezza, addirittura nel genere la più grande del Giappone con una metratura di di 946 mq, destinata senz’altro a catalizzare l’attenzione di tutti i clienti più fidelizzati e non solo.
Il concept? Trasformare il negozio in un terreno da gioco, un richiamo vero e proprio alle specifiche dei campi delle diverse discipline sportive, ma anche un riferimento libero e gioioso all’esperienza dello sport.
Belli alcuni dettagli che rendono lo spazio particolarmente espressivo, come la teca con i calchi dei piedi o le stampe per le suole usate come rivestimento murario.
Via | Me Design Mag
Foto | Kozo Takayama
Il nuovo flagshipstore Nike a Tokyo
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Ecco un prodotto il cui sviluppo è stato preso “sul serio”. Per dare vita a Generation by Knoll, lo studio neozelandese Formway Design ha effettuato più di 400 ore di girato per studiare le modalità con cui le persone usano la propria sedia da lavoro.
La considerazione finale sfugge alle risposte che daremmo per scontate: non esiste la posizione perfetta, un modello ergonomico verso cui indirizzarsi, ma anzi la seduta deve lasciare il corpo libero di effettuare i propri movimenti in libertà , anche nelle posizioni più informali.
Seguendo il presupposto che la sedia non è una forma ma un movimento, Generation by Knoll si caratterizza per uno schienale flessibile che si distingue per l’utilizzo inedito di elastomero -impiegato per la prima volta (sostengono a Knoll) nel campo dell’arredamento- e che è in grado di offrire fino a 270 gradi possibili di inclinazione. Da provare (per credere).
Immaginatevi una delle vie più esclusive di Parigi. Immaginatevi uno dei suoi hotel più blasonati, il Plaza Athénée, in una splendida struttura del settecento riconvertita a albergo simbolo agli inizi del Novecento. Immaginate, poi, che ai fornelli del ristorante sieda niente meno che il grande Alain Ducasse, uno, per intenderci, che sulla guida Michelin si aggiudica costantemente 3 -dico 3- stelle per i suoi “manicaretti”.
Insomma, il massimo del lusso e della grandeur, sempre che un certo effetto cartolina non renda il tutto a rischio di un sapore un po’ stantio. La soluzione? Interpellare i designer. In questo caso, il Patrick Jouin di cui abbiamo avuto modo di parlarvi poco tempo fa, e che ritroviamo qui alle prese con la riprogettazione del ristorante (quello di Ducasse, per l’appunto) e dell’attiguo spazio bar. Doppietta, per inciso, nata da una contingenza molto particolare: dopo aver finito la ristrutturazione del ristorante, un incendio ha mandato in fumo la zona del bar, ed ecco Jouin chiamato nuovamente ad intervenire!
In entrambi i casi, un sofisticato stile classico contemporaneo dialoga con i substrati e i decori precedenti, vincolati dalla Sovrintendenza parigina e quindi di fatto intoccabili e inamovibili. Per aggirare l’ostacolo, in sala da pranzo Jouin ha arricchito il mastodontico lampadario di cristallo a goccia con altri pendenti dalla sospensione invisibile, ricreando una sensazione di pioggia luccicante e lussureggiante di grandissimo impatto emotivo. Nel bar, invece, un enorme lampadario ultracontemporaneo spezza l’uniformità della boiseire (una copia ricostruita dopo l’incendio), grazie anche all’affiancamento a quadri scenografici in tessuto retroilluminato.
Un progetto, questo, che conferma il rapporto privilegiato di Jouin con l’enogastronomia, già conceretizzatosi con i progetti di Pastapot per Alessi, Tarti’nutella per Ferrero e con il secchiello per champagne Georges realizzato ultimamente per Mumm, in anteprima al prossimo Salone del Mobile.
Il bar e il ristorante dell’Hotel Plaza Athénée a Parigi
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Ecco un’altra novità che sarà ufficialmente presentata al prossimo Salone del Mobile. Scommettiamo, per inciso, che da qui al 14 aprile avremo di media almeno un’anteprima al giorno?. Si tratta dello sgabello Alodia, disegnato dal designer newyorkese Todd Bracher per Cappellini.
Disponibile in due diverse altezze e nei colori bianco, antracite, mostarda, verde e avio, Alodia è interamente realizzato in metallo. Il segno, leggerissimo, definisce un’estetica di indubbio gusto minimale.
Via | Daily Tonic

Un’altra anteprima del prossimo Salone del Mobile per raccontare cosa succede dietro le quinte di Emu, storico marchio nostrano dell’arredo outdoors. Tra le novità , grande è l’attenzione per la nuova collezione di mobili metallici Pattern firmata da Arik Levy, di cui vediamo la sedia. Il valore del progetto? Combinare all’ispirazione organica la massima leggerezza, trasparenza e praticità . Dopo il salto, un’altra immagine della seduta.
Via | Detnk

Konnex è una libreria da assemblare a partire da una base di tre cubi in scala. Modulare, si può espandere a piacimento personalizzandone anche la composizione, in modo da poter collocare volumi di grandezza diversa, dai cataloghi ai tascabili. Progettato dal giovane designer tedesco Florian Gross, il prototipo è stato presentato per la prima volta alla fiera Ambiente di Francoforte nella sezione Talent.
Via | Contemporist
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“Fai un break con Kitkat“. Ad Auckland, uno degli headline della nostra infanzia si trasforma in un divertente concept pubblicitario realizzato dall’agenzia JWT. Da un poster in compensato si possono staccare i pezzi per assemblare una sedia, comoda da usare all’occorrenza per eventi in luoghi pubblici. Ad esempio nel caso di grandi concerti all’aperto, dove la seduta si trasforma nell’occasione per un pausa riposante.
Via | Design Fetish
Non c’è due senza tre. Dopo +13 e Him&Her, la saga di Fabio Novembre per Casamania continua con la seduta Abarth, che vedremo al prossimo Salone.
Ma questo nome vi ricorda qualcosa? Abarth è la divisione del gruppo Fiat dedicata alle auto sportive, che Novembre celebra attraverso l’esaltazione di linee dinamiche e la cura dei dettagli, come per il rivetto rosso a contrasto con il policarbonato trasparente della seduta. Le gambe, a sbalzo, sono in alluminio.
Via | Furnishh