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Aziende

Da Mohawk Fine Paper: Luxe, biglietti da visita a tre strati

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Tecnologia Aziende Tipografia Graphic Design


Mohawk Fine Paper è un’azienda che è nella tipografia dal 1866, a guerra di secessione appena conclusa, fondata sulle rive del fiume Mohawk, sopravvissuta a tutti i cambiamenti avvenuti sino ad oggi, dove ancora guarda avanti verso l’innovazione.

MOO è la sezione su web, che appunto porta avanti l’aspetto più moderno, al quale sono giunti giusto qualche giorno fa con la loro ultima creazione: Luxe. Il progetto era di creare i più bei biglietti da visita che si potessero trovare sul web, e ci sono riusciti.

Si tratta di biglietti da 600 gsm per 32 pt di spessore, ottenuti tramite la sovrapposizione di tre strati di carta, avendo così la possibilità di avere un prodotto per veri intenditori: carta neutra su bianca e volta, ma un sottile strato colorato nel mezzo, a scelta tra nero, bianco, rosso o azzurro.

Ovviamente è loro preoccupazione anche la stampa del design, di cui fanno gran vanto per qualità e varietà di proposte che già offrono sul loro stesso sito. Indubbiamente messo a confronto con altri prodotti e servizi simili della rete, c’è ben poca gara; peccato per la distanza, dato che la sede più vicina è a Londra.

Tornano le ambiguità sessuali di Zoochosis, tra pastori e sensuali pecorelle

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Comunicazione Aziende Video


L’altro ieri vi abbiamo parlato della Zoochosis, società di produzione di Patrick Scott, che ha l’obiettivo di produrre film indimenticabili, e di questa impossibilità a togliersi dalla mente e dagli occhi le loro immagini già avete avuto un assaggio; con questo altro video ci sarà la possibilità di capire meglio il loro stile che non manca di coerenza.

Di questa produzione dicono “Infine, una commedia per gli amanti degli animali”, ma c’è da prenderli alla lettera, un po’ come è successo per la ragazza-dalmata di Sparky. Questa volta gli animali protagonisti sono degli agnellini, esattamente cinque pecorelle corrispondenti a cinque belle ragazze con un costume essenziale da pecore: felpa bianca con orecchie, e mutandine rosa, basta, nient’altro.

La musica ritmata ma delicata descrive un pascolo inusuale, che anziché brucare balla con gesti minimi ma ugualmente sensuali. Immancabilmente giunge qualcuno, e che sia un pastore o la personificazione del lupo non ha importanza, perché quel che conta è che inevitabilmente finisce per approfittare del candore delle cinque agnelline.

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Zoochosis, la società di produzione tra animali e ambiguità sessuali

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Comunicazione Aziende Video


La Zoochosis, nata nel 2011 e fondata dallo scrittore e regista Patrick Scott, è una società di produzione per contenuti di breve e lunga durata. Ciò che si propongono di fare, così come descrivono, è quello di produrre film indimenticabili per stile e contenuto, nonché definire un nuovo standard per i nuovi media, e indubbiamente a vedere alcune loro realizzazioni è proprio così.

Apparentemente senza fine, se non quello dell’autopromozione, è Sparky, il video dove vediamo cinque prestanti poliziotti in una ipotetica caserma durante l’ora di pranzo. Girato interamente in slow-motion, se ne apprezza meglio la fotografia effettivamente ben curata, nonché le performance attoriali.

L’elemento emergente, non solo è l’ambiguità e i riferimenti sessuali continui, ma soprattutto quello di un cane, Sparky per l’appunto, che lentamente nell’immaginario, da cane-dalmata passa a quello di ragazza-dalmata, con una serie di interventi a metà tra il giocoso e il provocante.

La sessualità intesse ogni minuto, senza puntare a uno specifico fine: un po’ quello dell’omosessualità, un po’ quello della gang-bang, un po’ quello della zoofilia. Senza dubbio però l’attenzione rimane alta e costantemente rivolta a cosa potrà avvenire successivamente. Un ottimo divertissement registico a cui manca solo la parola.

La Garnier attraverso gli stili della musica mostra quelli dei capelli

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Tendenze Aziende Video Advertising


Proprio ieri vi abbiamo parlato dell’evoluzione di moda, balli e musica in cento anni di storia, e oggi torniamo a parlare di evoluzioni, anche se in un tempo minimo rispetto al secolo breve: si tratta infatti di una dozzina di passaggi per altrettante famose cantanti.

Tramite l’ormai nota tecnica del morfing, la Garnier, casa francese nota per i prodotti di cosmesi, passa da una cantante all’altra mostrandone le differenti capigliature, oltre a vestiti e stili di ballo. Morale pubblicitaria: qualsiasi sia la tua natura, interpretala e acconciati con Fructis Style.

Quello dell’articolo è il video al femminile, ma non manca ovviamente anche la versione al maschile con una ventina di noti personaggi della musica che si alternano tra capigliature tenute in piedi da dosi massicce di gel, altre cotonate, alcune passate alla piastra, o altre semplicemente ben pettinate.

Nel video maschile si riconoscono Elvys Presley, John Travolta, Kiss, Michel Polnareff, David Bowie, Marylin Manson, Bono, Mickael Jackson, Eminem, Daft Punk, Julien Dore, Tokyo Hotel, Mondotek, Mika, David Guetta, William dei Black eyed peas, Craig David, Plan B, BB Brune 20 e Justin Bieber. Invece nel video al femminile chi riconoscete?

Westfield Stratford City: il video di promozione attraverso cento anni di moda, musica e balli

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Aziende Abbigliamento Video Advertising


Westfield Stratford City è il nuovo centro commerciale di Londra, che in vista dell’apertura ha ideato e realizzato un video promozionale. Nucleo centrale della comunicazione è la moda, accompagnata indissolubilmente dalla musica e dal ballo, tutti temi sviluppati nel corso degli ultimi cento anni fino a oggi.

In soli cento secondi due ballerini attraversano i primi eleganti anni del ‘900 tra cappellini con piume, magiostrine e borsalino. Solo la Seconda Guerra Mondiale vedrà scomparire per qualche secondo l’uomo, per farlo tornare a ballare un più giovane Rock che sfocerà più avanti negli anni ‘70 con musica, minigonne e camicie acide. Sarà poi la volta dei primi anni ‘80 con qualche nota Punk fatta di creste, chiodo e anfibi, finché sul finire di questi e sul principio dei ‘90 scanzonati sono gli abiti e i balli: apparentemente senza coordinazione di stili, colori e ritmo, e invece sempre giusti. Finisce il secolo e ne inizia un altro: T-shirt, shorts, pashmine, eleganza discreta e voglia di divertirsi per almeno un secolo ancora.

Dillo con un BIC: l'invito a un nuovo modo di comunicare, nonché a un concorso di grafica internazionale

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Concorsi Comunicazione Aziende Video


L’accendino BIC è il più rinomato e venduto, e anche quello che può vantare più storia alle spalle con i suoi oltre 35 anni. Nel tempo per quel che poteva ha saputo aggiornarsi, fino a oggi. in cui l’azienda ha puntato molto sulla comunicazione e sul fenomeno di massa, improntando la nuova campagna tutta verso il target giovanile.

Il video in stop motion ripercorre l’evolversi della comunicazione dall’invenzione del telefono fino a Facebook, passando per radio e televisione. Alla fine però viene aggiunto il noto accendino colorato come nuovo strumento per interagire, in maniera simpatica e originale. “Dillo con un BIC” è quindi il claim che invita tutti a scrivere messaggi sui propri accendini che -si sa- girano, passano e si perdono con facilità.

Inoltre la BIC non si poteva far sfuggire l’occasione di approdare su Facebook, invitando gli utenti a partecipare a un concorso internazionale. Scopo dell’iniziativa per i partecipanti sarà di disegnare la futura collezione BIC, che verrà venduta in un milione di esemplari in tutta Europa; e per la BIC l’obiettivo è chiaro e la tecnica ormai classica: creare tanto tam-tam da affermarsi ancora di più.

Bianchi by Gucci, la nuova bicicletta da città firmata Frida Giannini

pubblicato da Giulia Zappa in: Accessori Made in Italy Aziende

bianchi by gucci

Sarete tutti d’accordo: in questo momento, le due ruote sono di moda come mai, complice la moltiplicazione di nuovi modelli, customizzati, sperimentali o con nuove implementazioni tecnologiche (si pensi al mercato in crescita delle bici elettriche). Non stupisce, pertanto, che anche i grandi marchi si mettano in moto per rivitalizzare il proprio catalogo storico con un tocco di stile in più, e che cerchino proprio tra i loro pari, in termini di grandezza e autorevolezza aziendale, i complici per queste operazioni di rivisitazione.

E’ il caso di questa nuova Bianchi by Gucci, che vediamo qui sopra: pensata per la vita in città, e progettata dalla stessa Frida Giannini, si distingue per manopole e sellino in pelle, e non dimentica lo stilema del marchio di moda fiorentino, il nastro verde-rosso-verde. Disponibile anche un modello per le gite outdoor, in fibra di carbonio monoscocca.

Via | Atcasa

Duo, legno e pietra per i nuovi sanitari di Neutra firmati Matteo Thun

pubblicato da Giulia Zappa in: Designer Made in Italy Aziende Arredamento

duo sanitari neutra

E’ sofisticato e al tempo stesso primordiale l’effetto scaturito dalla nuova linea Duo del marchio Neutra. Tutto merito dell’associazione, inedita per la stanza da bagno, della pietra con il legno, che configura pezzi ad alto tasso di iconicità e attrattiva tattile.

La collezione, firmata da Matteo Thun (si veda la sua vasca Ofuro, anch’essa in legno) e Antonio Rodriguez, si compone di due lavabi da appoggio, un monolito, un piatto doccia e una vasca. Molto particolare il legno impiegato alla base dei lavandini (nell’immagine dopo il salto), il legno di Kauri: si tratta infatti di una varietà fossile, vecchia di 50.000 anni, che viene estratta dalle paludi della Nuova Zelanda. Più prezioso di così!

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Wimpy Braille Burgers: un'attenzione ai non vedenti, che però di sicuro gradiscono mangiare

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Comunicazione Aziende Social Design Food design


Wimpy è una catena di fast food molto conosciuta in Sud Africa, che ha deciso di rivolgere una particolare attenzione alle persone non vedenti, clienti dei propri ristoranti, offrendogli un menù in versione braille, quindi fatto esclusivamente da quei tipici rilievi percepibili al tatto.

Per promuovere l’iniziativa Wimpy si è rivolta alle tre più grandi organizzazioni per non vedenti, e gli ha comunicato in maniera del tutto speciale della novità: tramite un messaggio composto con i semi di sesamo, di quelli che tipicamente campeggiano su qualsiasi panino.

Le frasi scritte sono la descrizione di come è composto il panino in questione, ed è entusiasmante e commovente osservare le reazione di chi, spesso e volentieri tenuto in disparte, è ora messo al centro dell’attenzione.

A pensare e realizzare un’iniziativa del genere c’è da credere che ci sia dietro qualcosa di più di una semplice trovata pubblicitaria, e forse una volta tanto anche un po’ di sensibilità. Di sicuro c’è stata la pazienza dei cuochi e, immancabile, le infinite applicazioni del design.

Dorothy, il collettivo di design che sciocca e fa riflettere

pubblicato da Eugenio Pozzilli in: Curiosità Comunicazione Aziende

Casualties of war

Non sono giocattoli, sono riproduzioni della realtà. È stata condotta una ricerca focalizzata su un battaglione, seguito una volta tornato dall’Iraq, ed è stato notato come i componenti venissero coinvolti in risse, pestaggi, stupri, guide in stato d’ebbrezza, traffici di droga, violenza domestica, sparatorie, accoltellamenti, sequestri e suicidi. Le possibilità che questi episodi si possano verificare sono 20 volte maggiori rispetto ad altri giovani americani. La guerra quindi non cessa e non è confinata a chilometri di distanza, ma torna a casa.

Da queste considerazioni nasce il progetto Casualties of War, una serie di statuette che apparentemente riproducono i classici soldatini verdi di plastica o di metallo, mentre invece riproduce i “veri” soldati, di quelli che riescono a tornare a casa, ma in condizioni disastrose. Oggetti a metà tra il design e la scultura, la comunicazione e l’arte. Senza ombra di dubbio oggetti di denuncia, tanto che non sarebbero nemmeno normalmente in vendita.

Ad interessarsi a una questione tanto seria e drammatica -incredibile- è un collettivo di design, Dorothy, che si autodefinisce un insieme di persone che la pensano allo stesso modo, e che lavorano a differenti idee. Hanno vinto diversi concorsi, e i loro lavori sono interessanti sotto tanti punti di vista, quello dell’attenzione al sociale è uno di questi. Sul loro sito si possono trovare differenti progetti che difficilmente si trovano presso altri collettivi di design.

Casualties of war
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