Clubber è una piccola collezione, composta da sofà e poltrona, disegnata da Per Weiss per il marchio danese Innovation. Lo stile è in bilico tra una classicità tutta scandinava e dettagli moderni, tra linee pulite e colori soft.
La seduta trapuntata restituisce immediatamente un’impressione di comfort, mentre i braccioli in legno ondulato e le lunghe e sottili zampe di acciaio alleggeriscono la figura di questi elementi da salotto che, reclinabili, possono trasformarsi in letti per una siesta o per l’ospite di una notte.
Via | Folderofideas
Clubber, poltrona e sofà disegnati da Per Weiss per Innovation


Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.
Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.
Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.
Continua a leggere: Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann
Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
Via | Ladiesandgentlemenhome
Le istruzioni per i mobili fai da te di Recession Design? Le scaricate qui. Dopodiché, non vi resta che recarvi da un ferramenta o un negozio di bricolage per reperire il materiale e darvi alla costruzione dei pezzi.
La collezione, sostengono a ragione gli organizatori, è importante e controcorrente: in tempi di crisi economica e design modaiolo, è giusto tornare un po’ alla radice dei bisogni progettando soluzioni semplici ma belle e alla portata di tutti. E con un grande valore democratico, aggiungeremmo noi: quando mai nell’arredamento vige un sistema di Creative Commons trasparente come questo? Da imitare, anche prima che diventi di moda.
Via | Ramonjohnspideretnina
La collezione Recession Design
Continua a leggere: Recession Design, il design fai da te è moda
Commissioned = Paul Johnson (fondatore nel 2007 di Johnson Trading Gallery) + Paolo Mistri (ex Design Miami).
Al prossimo Salone, presenteranno presso lo spazio Marsèlleria una collettiva di nuovi lavori dalla propria scuderia, che include un nutrito numero di designer emergenti già da tempo agli allori della cronaca per la visionarietà del proprio approccio alla disciplina: Simon Hasan, Ben Jones, Max Lamb, Kwangho Lee, Robert Loughlin, Peter Marigold.
Il filo rosso dei progetti, un’inclinazione sperimentale, tanto lavoro artigianale e l’impiego di materiali inediti per giocare su apparenze e nuove sinestesie. Collezionisti all’assalto?
Via | Abitare
La collettiva Commissioned al Fuori Salone
Continua a leggere: Fuori Salone 2010: Commissioned allo spazio Marsèlleria
La designer danese Nina Bruun ha ideato una seduta davvero molto evocativa, sia nel nome che nella struttura: si chiama Nest Chair ed assomiglia davvero, come nelle intenzioni della sua creatrice, a un nido di uccelli.
L’effetto nido è ottenuto grazie all’intreccio di strisce di legno di betulla di vari spessori, che circondano la struttura portante della poltrona.
Sarà anche per il colore del legno scelto, ma questa seduta a me ricorda anche i “nidi” di tagliatelle prima che vengano calati nell’acqua bollente.
Via | Contemporist
Anche Fendi Casa sarà presente alla settimana milanese del design, con diversi pezzi d’arredo espressione di profonda eleganza e di prestigio, come il letto Cameo, il cabinet Diamond, il divano Lara e le lampade Twist.
Cameo è un letto classico, con testiera imbottita, la cui trapunta capitonnè può essere realizzata in diverse versioni; l’inserto ovale al centro del letto è personalizzabile proprio come un cameo: da qui il nome di questo arredo.
Il cabinet Diamond è realizzato in legno lucido laccato, con effetto “Crystal” a rilievo, disponibile in diversi colori; il divano Lara coniuga classico e contemporaneo, grazie alla caratteristica linea del bracciolo tondeggiante, unita alla massima personalizzazione dei materiali e della cover frontale.
Le lampade Twist sono lampade da terra disponibili in due altezze, realizzate con basamento in acciaio inox, struttura squadrata in legno laccato nero e con rivestimenti come la pelle dorata effetto galuchat. Il paralume è realizzato in tessuto nero.
Urban Logs Collection è una serie di pezzi d’arredamento, sgabelli, tavolini, lampade, ricavati da tronchi d’albero altrimenti destinati al macero o a diventare legna da caminetto, “urban” perché tagliati da zone urbane o suburbane, durante lavori di mantenimento.
La serie, realizzata dal designer israeliano di nascita e californiano d’adozione Ilan Dei, è limitata e ogni elemento è per natura differente dagli altri. Al colore della corteccia è stato associato l’arancione brillante dei tubi d’acciaio e dei rivestimenti per le imbottiture delle sedute, per un effetto a contrasto.
Via | Igreenspot.com
Ecco un prodotto il cui sviluppo è stato preso “sul serio”. Per dare vita a Generation by Knoll, lo studio neozelandese Formway Design ha effettuato più di 400 ore di girato per studiare le modalità con cui le persone usano la propria sedia da lavoro.
La considerazione finale sfugge alle risposte che daremmo per scontate: non esiste la posizione perfetta, un modello ergonomico verso cui indirizzarsi, ma anzi la seduta deve lasciare il corpo libero di effettuare i propri movimenti in libertà, anche nelle posizioni più informali.
Seguendo il presupposto che la sedia non è una forma ma un movimento, Generation by Knoll si caratterizza per uno schienale flessibile che si distingue per l’utilizzo inedito di elastomero -impiegato per la prima volta (sostengono a Knoll) nel campo dell’arredamento- e che è in grado di offrire fino a 270 gradi possibili di inclinazione. Da provare (per credere).

Manca poco meno di un mese ormai al Salone internazionale del Mobile di Milano. Tra l’enormità di proposte che iniziano ad essere presentate in anteprima e la mole di quello che potremo vedere girando tra gli stand, abbiamo scelto un’idea che unisce lifestyle, arredamento e innovazione nel concept di un articolo che è da sempre una delle più grandi sfide per gli arredatori.
“Build to Resi(s)t” è il gioco di parole con il celebre pay-off della Eastpack: una delle case più note al mondo per la produzione di zaini e abbigliamento. Togliendo la ’s’ dal claim, otteniamo il significato del prodotto che verrà presentato al Salone: due sedute, assemblate come uno zaino, costellate di zip e tasche per tenere ogni tipo di oggetto a portata di mano, ma protetto dalla indistruttibile tela che ha reso famoso il marchio.
Artefice dell’idea, lo staff di Quinze & Milan: produttori belgi di elementi di arredo che si cimentano da sempre con soluzioni creative per rinnovare la cultura visuale legata all’abitare. “Build to Resi(s)t” sarà disponibile nella versione “Club Sofa” e in quella “Primary Pouf”.