
Dopo avervi proposto gli otto ebook gratuiti sul design, vi segnaliamo un link dove poter scaricare gratuitamente sette testi in formato elettronico per orientarsi nel campo dei caratteri tipografici e del loro utilizzo più funzionale.
Pur concordando sul fatto che sia il contenuto l’aspetto più importante di qualsiasi realizzazione che coinvolge l’utilizzo di un testo, è bene sapere come renderlo visibile, integrarlo al resto del lavoro. Scegliere il font che valorizzi adeguatamente il messaggio. Dal web al graphic design, fino a un testo che ci illustra i più comuni errori tipografici, questi sette ebook sono una piccola ma preziosa risorsa.

In un certo senso questo recente restyling, rispetta l’intento originario: la Phaidon infatti nacque a Vienna, nel lontano 1923, con l’obiettivo di commercializzare libri d’arte di qualità a prezzi economici. Il nuovo sito di quella che è una delle più importanti realtà editoriali sulle arti visive, l’architettura, la fotografia e il design, procede proprio in questa direzione.
Molti più contenuti, ancora più semplici da consultare, una grafica minimale e molto chiara: tutto per valorizzare la nuova linea editoriale di un nome che continua ad essere importantissimo per la diffusione della cultura legata all’immagine. Il nuovo esordio su web non poteva che coincidere con un’esclusiva: l’intervista al ‘guru’ Ben Evans, attualmente direttore del London Design Festival, l’uomo che - tra le altre cose - ha inventato il termine “industria creativa”.
Fondata nel 1952 da grafici francesi e svizzeri, Alliance Graphique Internationale (AGI) è un’associazione di designer da tutto il mondo votata alla promozione del dibattito sulla grafica, dell’amicizia tra designer e del design di qualità.
In attesa del nuovo congresso, che si terrà quest’anno dall’11 ottobre a Porto, l’AGI rinnova il proprio sito internet ristrutturando la propria interfaccia con l’obiettivo di rendere più accessibili e fruibili i numerosissimi contenuti che compongono il proprio sterminato archivio.
Una buona occasione, dunque, per familiarizzare con quest’ottima risorsa, da consultare sempre sia quando siamo alla ricerca di approfondimenti sulla storia della disciplina, sia quando cerchiamo ispirazione per qualche nuovo progetto.
Via | Creative Review
Il nuovo sito di Alliance Graphique Internationale
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Un po’ per l’oggettivo valore, un po’ per un gusto diffuso ormai da anni per il modernariato, molti dei mobili che il design ha prodotto nel ventesimo secolo sono oggetto di una ricerca incessante da parte di collezionisti, amatori o semplicemente privati dotati di buon gusto che vogliono arredare la propria abitazione.
Ci aiuta “Edition 20″, un portale che funziona un po’ come un motore di ricerca per i mobili. Tutti rigorosamente concepiti nel secolo scorso. Ordinatamente diviso per modelli e categorie, stile, designer (con tanto di bio) e aziende produttrici, Edition 20 è anche una piacevolissima occasione per ’sfogliare’ un catalogo online di quanto ha influenzato (e continua ad influenzare) i prodotti che ancora oggi continuiamo ad ammirare.
Una delle capacità della rete che amiamo di più è senza dubbio quella di raccogliere immagini del passato, di funzionare da memoria collettiva, di agire come una capsula del tempo depositaria di tutti i cambiamenti e di tutte le trasformazioni.
In questo senso un’ultima applicazione degna di nota, ancora allo stadio Beta, si chiama HistoryPin, un archivio creato da We Are What We Do in collaborazione con Google che permette a tutti gli utenti registrati di caricare vecchie foto panoramiche e geotaggarle, collegandole all’immagine fotografata e registrata da Google Street View dalla stessa prospettiva.
Via | Brainpickings.org
Container List è il blog che lo studio del grande grafico americano Milton Glaser, una vera icona per tutti gli appassionati della disciplina, aggiorna con immagini e artwork provenienti da riviste di grafica d’epoca.
Dal suo archivio, sono appena saltati fuori questi ritratti scattati verso la fine degli anni ‘70. Nella serie, le facce di una generazione: nell’ordine, Massimo Vignelli, Saul Bass, Wim Crouwel, Alan Fletcher, Paul Rand, Armin Hofmann, Milton Glaser, Seymour Chwast, Heinz Edelmann, George Tscherny. Apparentemente meno eccentrici dei protagonisti di oggi, ma dalle intelligenze e dagli sguardi certamente non meno vividi.
Via | Container List
Designer americani degli anni ‘70
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The Shaker Project è un sito che archivia immagini di servizi sale e pepe per la tavola. Ce ne sono di tutti i tipi, da quelli a noi più noti, ad esempio il celebre Lilliput firmato da Stefano Giovannoni per Alessi, fino a quelli bizzarri e folkloristici, come il tipico souvenir proveniente da note località turistiche. La raccolta, da sfogliare se si è alla ricerca di un’evasione leggera alla boria da ufficio, è stata realizzata da Dan Frazier.
Via | Swiss Miss
Prima era il Deutscher Werkbund. Ora, a più da un secolo dalla sua fondazione, è il “Museo delle Cose”. Siamo a Berlino, più precisamente a Kreuzberg: qui, il Museum der Dinge ha preso il testimone dell’archivio della grande associazione tedesca continuandone l’attività attraverso una raccolta appassionata di oggetti realizzati dal 1800 fino ai nostri giorni.
Unico il presupposto della ricerca museale: mescolare, senza snobismi, artefatti highbrow e lowbrow. Annullando le distanze tra un ventilatore di Peter Beherns e un gadget di Garfield degli anni ‘80. Anche i percorsi espositivi privilegiano questo confronto, ignorando le differenze cronologiche e puntando invece su un’organizzazione per temi in costante evoluzione.
Nel sito del museo, date un’occhiata all’oggetto del mese: scelto tra gli oltre 40.000 archiviati, a marzo troviamo un curioso arnese antigoccia (o se preferite un Tropfenfänger), per i curatori del museo prossimo all’estizione.
Via | Sinn Berlins
Il Museum der Dinge di Berlino
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C’è tutta la storia del cinema, ma non solo. Movie Title Stills Collection è la prodigiosa raccolta di screenshots di titoli di testa che testimonia l’evoluzione della grafica cinematografica, della sua ricerca tipografica e della tecnologia che ne ha determinato l’evoluzione.
Da Méliès a Up, si passano in rassegna le pellicole più gloriose del cinema americano ed europeo, scoprendo tracce di spunti innovativi ben prima delle pietre miliari di Saul Bass. Tra il materiale archiviato, anche trailer e, in qualche caso, titoli di coda. Il paziente lavoro di archiviazione è stato effettuato dal graphic designer Chistian Annayas.
Via | Cool Hunting
Uno straordinario archivio su Flickr. E’ quello realizzato con grande cura da American Vintage Home, che ha organizzato in set le architetture e gli interni americani dalla fine dell’800 agli anni ‘60. Alcune immagini sono da archivio, altre sono scattate tra le città e la provincia americana. Un riferimento da tenere d’occhio anche per le prioprie ispirazioni grafiche.
Via | Madame Hervé
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