Amo le vecchie foto. Ammetto di essere una fotografa ficcanaso. Appena metto piede in case altrui, comincio a fiutarle. Molti di noi sono affascinati dal loro look retrò, ma per me è molto più interessante immaginare come starebbe la gente se le ricostruissero oggi… Qualche mese fa ho deciso di fare davvero così. Allora, con la mia macchina fotografica, ho iniziato a invitare le persone a tornare al loro futuro.
Probabilmente vi sarà capitato in giro di vedere qualche esempio di foto accoppiate, apparentemente simili, ma con la sostanziale differenza che i soggetti a sinistra siano più giovani di circa una ventina d’anni, pur tuttavia conservando forti somiglianze con quelli di destra.
La creatrice di questo progetto, chiamato giustamente Back to the Future, è Irina Wening, fotografa di Buenos Aires, che come lei stessa dice ha voluto ricreare gli stessi contesti degli anni passati, con gli stessi soggetti, solo un po’ più cresciuti. È anche possibile andare su questo sito e provvedere da sé a caricare le foto.
Gli effetti che si hanno dei lavori di Irina sono tutti molto delicati e simpatici, perché è impossibile non provare tenerezza e simpatia vedendo dei bambini a sinistra, e gli stessi a destra, ma in pose ormai assurde e improbabili. Particolarmente toccante è la foto di quel bambino che a sinistra piccona un famoso muro, e a destra si ritrova una ventina di anni più tardi solo di fronte alla targa di quel muro.

La Repubblica.it ha dato notizia di una giovane e anonima blogger che sul suo blog, copertinedilibri.wordpress.com, raccoglie e mette alla berlina tutti quelle pubblicazioni editoriali che mostrano copertine di dubbia creatività, ovvero uguali a quelle di altri libri, magari anche incentivate dal titolo simile.
È il caso di Filosofia dell’amore di Georg Simmel, e di Il volto dell’amore di Flavio Caroli, riportanti entrambe un particolare de Il bacio, di Klimt. Davvero poca fantasia, o quanto meno poco tatto: chissà come si sarà sentito escluso Hayez che pure -banalità per banalità- non è da meno, e invece poteva essere preso in considerazione.
A sentire la blogger, o la investigatrice di copertine di libri, come si autodefinisce colei che è più che lecito pensare che sia una libraia, il fenomeno è estremamente vario e diffuso, oltre che trasversale a prescindere dalla casa editrice.
Oltre alla notizia però mi premeva porre la questione come riflessione, specialmente in questo concistoro del design, tutta ruotante attorno a una semplice domanda: perché? Perché questo fenomeno? Perché nonostante gli importanti nomi delle case editrici e gli altisonanti nomi degli autori? Perché il reparto grafico è invitato a mantenere un profilo basso? Davvero per mancanza di fantasia? Perché e come è possibile che si diffonda pacificamente un vizio tale? Perché a discapito dei tanti creativi? Insomma… perché? Voi che ne pensate?

Paulo Gabriel ha fatto un ricerca sulla rete, esattamente su Flickr, raccogliendo una serie di foto da amatori e professionisti, che hanno in comune l’intento di ritrarre scene notturne, con in più la caratteristica dell’umidità: risultati sorprendenti e ammirevoli, quanto difficile è la resa per dei soggetti così complessi per via di una luce assente o addensata solo in alcune zone della composizione.
Gli effetti che ne derivano sono tutti differenti, i colori esplodono lentamente nell’aria e rimangono sospesi come il tempo che attraversa le foto stesse. Le scene sembrano tutte descrivere l’intimità silenziosa dei soggetti, o di chi riprende, nonostante siano quasi tutte in ampi esterni.
Le foto presenti nella galleria, in ordine di apparizione sono di Matt Pringle, Alex Brown, Mary Hilldore, Pooyan Tabatabaei, Mark Tisdale, Marcus Claesson, Marcus Claesson, Marcus claesson (sì, sono tre sue), Mikael Ulv, Michael Spiller, Mary Hilldore, Fred, Ben Morson, Tarmo, Toni_V, Kaspar Bossers, Kaspar Bossers (sì, sono due sue).
Paulo Gabriel è un designer di Porto Alegre, in Brasile, classe 1984. Ha lavorato come web designer dal 2006, anche se siti web e blog fino al 1999 da lui sono stati considerati un hobby. Se foste interessati a quanto fa, si può seguirlo su Twitter.
Via | Abduzeedo

Designersgotoheaven.com
Ieri vi abbiamo parlato di Typeverything, e oggi tocca a Designersgotoheaven, altro sito-raccolta di lavori di design vari, con le stesse impostazioni del primo, ma per oggetto in maniera più ampia, lavori di design come grafiche, foto, e illustrazioni.
Ideatore e responsabile è sempre Andrei D. Robu, giovane graphic designer rumeno. La sua freschezza la si deve ai suoi molteplici interessi nell’ambito del design, spaziando dalla scrittura ai tatuaggi, passando per i graffiti e i video, finendo tra i brand e le corporate identity. La sua internazionalità la si riconosce nell’affrontare tutte queste tematiche con azzardo nell’innovazione sempre varia, e profonda ricerca di linguaggio, che non lo radica in un contesto delimitato, ma per l’appunto, ampio e variegato.
Cliccando su ogni foto si può vedere chi sia l’autore, quali altri design è possibile che ci interessino, e la provenienza dalla quale è stata raccolta e citata. Non manca uno spazio di auto-promozione, dove Andrei su Society6 vende le sue stampe.

Typeverything.com
Maniaci della tipografia? Fan del lettering? Allora non fate mancare tra i vostri siti preferiti Typeverything, sito-raccolta della produzione di alcuni virtuosismi di grafica e design. Una carrellata tipografica con font di qualsiasi genere, composte per brand, locandine, poster, copertine, packaging, o sperimentazioni. Una vera fonte di ispirazione.
Andrei D. Robu è responsabile di Designersgotoheaven, altro spettacolare sito-raccolta di lavori di design di vario genere (illustrazione, fotografia, grafica) e co-fondatore di Typeverything. Specializzato in brand design e lettering, conduce un ufficio indipendente di progettazione a Bucarest, Romania.
Tra gli altri contribuenti di cui si possono vedere i lavori anche sui rispettivi siti, oltre ad Andrei Robu, segnaliamo Craig Ward, Dana Tanamachi, Darren Booth, Dominic Le-Hair, Jeff Rogers, Ryan Feerer, Maia Then, Matt W. Moore, Neuarmy, e Simon Ålander.

Mentre “I Saloni” dichiarano ironicamente la loro età con il claim “50 years young”, sottolineando ovviamente sia la tradizione, sia il loro spirito legato all’innovazione e allo sguardo verso il futuro, c’è chi ne celebra l’importanza come spazio di riflessione sul design, sul mondo dell’industria che lo ha reso possibile, sulla creatività e sulla cultura.
Parliamo del prestigioso magazine “Dwell” e della sua versione online, che per mano della sua associate editor Jordan Kushins, decide di ripercorrere la storia del Salone internazionale del Mobile di Milano attraverso i manifesti che ne hanno caratterizzato comunicazione e promozione. Un compendio di graphic design che ci regala un viaggio affascinante e utile dal 1961 ad oggi. Nella gallery che segue trovate alcuni esempi, gli altri sono a questo indirizzo.
Dal fantastico team creativo Okolo, nato per ideare mostre e progetti che uniscano design, arte, architettura e moda, arriva questo video di
Jaroslav Moravec che documenta la mostra “Back to the Future”, organizzata allo Ještěd Hotel, l’albergo realizzato nella seconda metà degli anni ‘60 dall’architetto K. Hubacek nella città di Liberec in Repubblica Ceca.
Modernariato e accessori che rimandano a una stagione felicissima del design, in cui si è tentato di indovinare l’estetica del futuro con risultati che hanno spesso anticipato i tempi o li hanno addirittura scavalcati proponendo qualcosa che è ancora difficile immaginare. Imperdibile a questo proposito il blog della Okolo, con una miriade di foto e schede di approfondimento e (nella sezione ‘Search’ del sito) tutti i dettagli dei loro lavori dal 2009 a oggi.

Dopo avervi proposto gli otto ebook gratuiti sul design, vi segnaliamo un link dove poter scaricare gratuitamente sette testi in formato elettronico per orientarsi nel campo dei caratteri tipografici e del loro utilizzo più funzionale.
Pur concordando sul fatto che sia il contenuto l’aspetto più importante di qualsiasi realizzazione che coinvolge l’utilizzo di un testo, è bene sapere come renderlo visibile, integrarlo al resto del lavoro. Scegliere il font che valorizzi adeguatamente il messaggio. Dal web al graphic design, fino a un testo che ci illustra i più comuni errori tipografici, questi sette ebook sono una piccola ma preziosa risorsa.

In un certo senso questo recente restyling, rispetta l’intento originario: la Phaidon infatti nacque a Vienna, nel lontano 1923, con l’obiettivo di commercializzare libri d’arte di qualità a prezzi economici. Il nuovo sito di quella che è una delle più importanti realtà editoriali sulle arti visive, l’architettura, la fotografia e il design, procede proprio in questa direzione.
Molti più contenuti, ancora più semplici da consultare, una grafica minimale e molto chiara: tutto per valorizzare la nuova linea editoriale di un nome che continua ad essere importantissimo per la diffusione della cultura legata all’immagine. Il nuovo esordio su web non poteva che coincidere con un’esclusiva: l’intervista al ‘guru’ Ben Evans, attualmente direttore del London Design Festival, l’uomo che - tra le altre cose - ha inventato il termine “industria creativa”.
Fondata nel 1952 da grafici francesi e svizzeri, Alliance Graphique Internationale (AGI) è un’associazione di designer da tutto il mondo votata alla promozione del dibattito sulla grafica, dell’amicizia tra designer e del design di qualità.
In attesa del nuovo congresso, che si terrà quest’anno dall’11 ottobre a Porto, l’AGI rinnova il proprio sito internet ristrutturando la propria interfaccia con l’obiettivo di rendere più accessibili e fruibili i numerosissimi contenuti che compongono il proprio sterminato archivio.
Una buona occasione, dunque, per familiarizzare con quest’ottima risorsa, da consultare sempre sia quando siamo alla ricerca di approfondimenti sulla storia della disciplina, sia quando cerchiamo ispirazione per qualche nuovo progetto.
Via | Creative Review
Il nuovo sito di Alliance Graphique Internationale
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