
Nello spirito del progetto Exyzt all’interno della decima edizione della Biennale d’Architettura ho pensato di cominciare una serie di post che testimonino quello che stà succedendo dentro il padiglione Francese in queste giornate. Desigerblog in collaborazione con il collettivo hanno deciso di istallare una piccola postazione e di cominciare ad inserire una serie di contributi visuali, testuali e spero presto di poter linkare una serie di video realizzati all’interno di quella che ormai è diventata la piccola utopia dei Giardini della Bienale. Spendo qualche parola in più per descrivere quello che il collettivo è riuscito a costruire qui a Venezia, una struttura in tutto funzionale e funzionante che si autogoverna, che è autosufficente in tutto e che soprattutto sta producendo cultura a 360 gradi. Se il tema di questa edizione era quello di parlare della città globale questa lo é a tutti gli effetti, è stata urbanizzata una parcella di Biennale mettendo in discussione quella che è la funzione stessa dell’evento e aggiungerei anche di Venezia, e delle tante realtà vitali che devono tornare a sentire il senso dell’essere protagonisti di un processo e non spettatori di un evento alle volte dai colori mondani.

Si è inaugurata ieri la decima edizione della biennale d’architettura di Venezia, la mostra quest’anno è dedicata alla “città, architettura e società” e le tematiche chiave che le città globali devono affrontare nel nuovo millennio. Una mostra che ci conferma come ormai l’Architettura sia contaminata da una logica multidisciplinare nella quale le comunicazioni visive, le nuove tecnologie e il design hanno un ruolo fondamentale.
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