
Mi ricordo che da bambino mi hanno chiesto: “Cosa vuoi diventare da grande?”. Avrei voluto rispondere: “Non lo so” e poi tornare a disegnare, giocare con i LEGO e costruire oggetti dalla forma geometrica. Si direbbe che sapevo già cosa volevo, pur senza saperlo.
Basterebbero queste poche righe per spiegare l’approccio al design dell’inglese James Howlett. Così come le stesse righe sarebbero sufficienti per descrivere il lavoro dietro al suo “ReStyle”: un cubo composto da soli quattro elementi che, opportunamente combinati, soddisfano alcune esigenze abitative elementari.
Tavoli, sedie, postazioni di lavoro o di studio, zone relax: le possibilità sono molte e il calcolo preciso e funzionale delle proporzioni aiuta non poco a far sì che ognuno trovi da sé il modo di sfruttare ReStyle al meglio.

Cuochi provetti o meno, questo Index Chopping Boards non dovrebbe mancare nella cucina di ogni geek che si rispetti. Realizzati in polipropilene, i taglieri sono di diversi colori, ciascuno associato a una tipologia di cibo. Rosso per le carni crude, bianco per gli alimenti cucinati, azzurro per il pesce e verde per -ovvio- le verdure.
La particolarità sta nella forma e nel contenitore: un ‘folder’ da ufficio, in cui riporre ordinatamente il tutto quando si finisce di tagliuzzare. E’ distribuito da Joseph Joseph, costa circa 80 dollari e può essere richiesto anche in versione “Plus” con tanto di coltelli, sempre abbinati ai vari taglieri.

E’ un cubo di Rubik gigante? Assolutamente no. Uno di quei rompicapi che generano stress solo a guardarli? Fuochino. “Float” è un tavolo, prodotto da Rockpaperrobot che sfrutta la forza magnetica per tenere distanti tra loro i sessantaquattro cubi che lo compongono.
Completamente customizzabile, può essere ordinato scegliendo il numero e la dimensione dei singoli elementi (quella base è di circa dodici centimetri) e anche il loro rivestimento. Grazie alla particolare tecnica di assemblaggio, si può dare personalmente forma a Float secondo le esigenze di spazio e ambienti. Il prezzo è disponibile su richiesta.

H3G Italia (meglio conosciuta come Tre) presenta il redesign del proprio sito, un nuovo look decisamente più attuale nel web design pur mantenendo l’impronta “corporate”.
Il layout è vivace in tutte le sue pagine, colori netti accompagnano il visitatore nelle varie sezioni grazie al menu superiore chiaro e ben realizzato in Flash (ma non si preoccupi chi naviga con iOS dato che esso viene astutamente sostituito da un equivalente animato in javascript), molto ricco per quantità di voci e sembra che questa scelta, stilistica ma anche strettamente riguardante la UI, sia una tendenza attuale nel web design purché non intralci il navigatore in qualche modo.
Il sito ancora non è completo al 100% e soffre delle tipiche imperfezioni che fanno un po’ da test. Ottimo lavoro da parte del team e si tratta di un redesign molto, molto ben eseguito senza che l’immagine del brand ne venga intaccata.

Vi presentiamo ancora un esempio di mortaio e pestello, questa volta disegnato dal francese Pascal Charmolu per il marchio svedese Sagaform. Edge, altrettanto indecifrabile ad una prima occhiata rispetto al modello di Studio Morph, è costituito da una base in legno di quercia quadrata, concava nella parte centrale e da una sfera.
Come un’enorme biglia di porcellana pressata che ruota, il pestello schiaccia erbe e spezie, controllato dalla sola pressione del palmo della mano. Ergonomicamente funzionale ed elegante nella sua linea minimale, Edge può essere utilizzato anche come schiaccianoci da portare in tavola.
Via | Grassrootsmodern.com
Gli architetti del bittonidesignstudio hanno progettato questa villa da sogno nei dintorni di Los Angeles.
Costruita su due livelli, questa casa concepita come un open space separato dallo spazio esterno e dal panorama soltanto da grandi vetrate a tutt’altezza, esprime subito il suo carattere contemporaneo, minimale e a tratti monolitico.
Poche le macchie di colore, rappresentate dagli arredi quasi sempre posti al centro degli ambienti: due sgabelli nella zona snack della cucina, contraltano con due poltrone nella zona living. Il resto dell’ambiente è contaminato dal bianco e dal legno chiaro.
Di sera, sono le luci le protagoniste degli ambienti: posizionate in modo regolare e costante, si riflettono anche dall’interno nella scenografica piscina dello spazio esterno.
Via | Contemporist
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Vincitore dell’edizione di quest’anno del Red Dot award, il “Beta Workplace System” è una struttura composta da mobili per l’ufficio che può essere modulata a piacimento e fare fronte alle numerose esigenze che possono derivare dall’organizzazione di uno spazio di lavoro.
Elementi combinati in modo fluido e flessibile, ispirati ai processi di sviluppo della natura (dall’alto, il Beta Workplace sembra proprio ‘ramificarsi’), tuttavia non prevede un tipo di soluzione e di spostamento ‘logico’ dei vari mobili. Anzi, incoraggia delle combinazioni aperte, perché i diversi momenti della giornata lavorativa si trovino affiancati, stimolando creatività e scambio delle informazioni.
Tre diverse tipologie a comporre il tutto: piani di lavoro (scrivanie), contenitori che costituiscono la parte centrale e accessori. Il lavoro di Pierandrei Associati in collaborazione con Tecno è realizzato con un’ottima unione tra tecnologia, scelta cromatica e materiali riciclabili. Dopo il salto, una gallery per osservarlo nel dettaglio.

Sfruttare la tecnologia dell’ iPad per creare ologrammi: sembra fantascienza questo progetto sperimentale dei giapponesi Aircord Labo, invece è ’semplicemente’ un utilizzo intelligente del nuovo prodotto di casa Apple, unito a una struttura che permette di far convergere il riflesso di più immagini.
In realtà il tutto si rivela un piccolo ma ingegnoso ‘bluff’: un proiettore adattato al device e l’indice di rifrazione di una piramide per sfruttare a dovere le più elementari leggi della fisica ottica. Facile e di grande impatto. Il ‘trucco’ è nel video dopo il salto.
Continua a leggere: Usare un iPad per creare ologrammi: l'idea di Aircord Labo
Progettato dal giovane designer serbo Vuk Dragovic, Atreides è uno yatch lussuosissimo dalla forma affusolata che si propone di risolvere quello che viene considerato da molti uno dei limiti maggiori del viaggio in acque alte, ovvero l’impossibilità di tuffarsi tra i colori cristallini che si osservano durante la navigazione.
Atreides infatti è dotato di una piscina estraibile, una sorta di “cassetto” con fondo richiudibile e trasparente, che si riempie di acqua marina e permette una tranquilla nuotata fuori dalla portata di pesci predatori e di viaggiare languidamente appoggiati a bordo vasca.
Via | Luxuryissues.com
Il nuovo campus di un college a Warrnambool, in Australia, è stato studiato attentamente dagli architetti dello studio Lyons per mostrare non solo un carattere contemporaneo, ma anche soluzioni innovative dal punto di vista ecologico e funzionale.
La facciata principale di questo campus, che ospiterà alloggi per gli studenti, aule e sale conferenze, è composta da finestre esagonali inclinate verso la strada, che sorridono al concetto del muro che si ombreggia da sè per facilitare la climatizzazione.
Le vetrate hanno struttura in acciaio e zinco, per la protezione dal sole e per facilitare la ventilazione naturale.
Esteticamente l’interno e l’esterno rappresentano un continuum, in cui forme geometriche e colori si rincorrono per creare uno spazio giovane e dinamico.
Via | Dezeen
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