La casa mobile è un po’ un sogno di libertà . Mettici l’idea di poterla spostare a piacimento, mettici il gusto di una vita più semplice e informale. In più c’è anche un valore democratico: una casa “tanto carina”, ma a prezzi certamente più contenuti.
E se già lo stile Cabanon ha avuto i suoi natali illustri (Le Corbusier docet), non bisogna dimenticare che il ritorno a prefabbricati ben realizzati e pieni di fascino è senz’altro una piccola, ritrovata conquista di questi ultimi anni.
Un ultimo esempio arriva dal team di Hangar Design Group, che ha progettato due differenti modelli battezzati Suite Home (stile urban chic) e Joshua Tree (orientamento residenza di campagna minimal). La sensazione, gradevole, è che non si tratti di case di serie b, grazie soprattutto ad una accurata suddivisione dei volumi e alla qualità dei materiali impiegati. Non esclusa la possibilità di piazzare i prefabbricati anche su qualche attico cittadino.
Via | Yatzer
La Home Sweet *Mobile* Home di Hangar Design Group
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Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
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Cosa pensate della prima anteprima Salone dei Mobile firmata Skitsch? La sedia Alle, progettata da un Luca Nichetto più prolifico che mai, segna l’ingresso del designer italiano nella nuova scuderia del gruppo capitanato da Renato Preti. A fargli compagnia a questo giro, colleghi eccellenti quali Marcel Wanders, 5.5 designers e Jean Marie Massaud, tutti in anteprima al Salone.
Realizzata in tubolare d’acciaio con scocca in legno multistrato, la sedia si distingue per un effetto sfumato che vuole ricreare la patina del tempo delle vecchie sedie che troviamo in bar e caffé. Oltre alla versione impilabile, disponibile anche quella a 4 razze.
Via | Notcot

Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).
‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.
Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti.
Alla base di ogni produzione del collettivo svizzero Postfossil c’è una riflessione su un utilizzo consapevole dei materiali. Nei loro progetti non viene mai utilizzato alcun materiale plastico e ogni oggetto realizzato è un invito a ripensare il nostro comportamento in una prospettiva più responsabile nei confronti dell’ambiente.
Recentemente Postfossil ha vinto il prestigioso Wallpaper* Design Award con la collezione Doubleface disegnata da Florian Hauswirth. Si tratta di due complementi d’arredo, una ciotola e un vaso da fiori realizzati in ceramica bianca e legno di ciliegio.
Entrambi sono composti da due elementi, simmetricamente rovesciati: la base della ciotola è in legno e può essere utilizzata all’occorrenza come tagliere, mentre il vaso (dal collo stretto a bottiglia, per contenere un singolo fiore) ha la parte alta in legno e la base in ceramica che può essere staccata per cambiare l’acqua senza dover spostare i fiori.
Il Wallpaper* Design Award va alla collezione Doubleface degli svizzeri Postfossil


La notizia, inevitabilmente, ha già fatto il giro della rete. L’agenzia olandese Organisation in Design ha bandito un concorso riservato a designer promettenti ed innovativi mettendo in palio uno spazio di 25mq in zona Ventura Lambrate.
Ma di quale distretto stiamo parlando? Ventura Lambrate è una tra le nuove zone calde che renderà ancora più composita la mappa degli appuntamenti milanesi del Fuori Salone. Dopo il sovraffollamento di Zona Tortona dello scorso anno, infatti, sono in molti ad andare in cerca di location alternative, che vantino magari la frequentazione esclusiva di un pubblico di addetti ai lavori insieme a condizioni più agevoli per l’affitto degli stand.
Ubicata, come il nome suggerisce, vicinissimo alla metro Lambrate nell’omonima via Ventura, a due passi dalla sede della rivista Abitare, Ventura Lambrate sarà il nuovo baricentro di molti olandesi, tra cui Design Academy Eindhoven, Neils van Eijk & Miriam van der Lubbe, Frederik Roijé e Laikingland. Nelle immediate vicinanze, anche Maarten Baas e il Royal College of Art.
Per le condizioni relative al concorso, invece, potete consultare Dezeen, media partner dell’iniziativa.
Tahiti Boy and the Palmtree Family “1973″ from Ben&Julia on Vimeo.
Dopo aver presentato qualche giorno fa una coppia di spot ideati e diretti dal duo creativo Ben & Julia, abbiamo scoperto nel loro portfolio un’intensa atività di produzione di videoclip per band indipendenti della scena europea.
I video sembrano avere una loro coerenza estetica che va aldilà della band che ne è di volta in volta protagonista, tutti concepiti con lo stesso stile consapevolmente casalingo e forsennatamente colorato. I mezzi utilizzati sono i più disparati.
Animazione classica, riprese dal vero, marionette, chroma key spudorati, colori fluorescenti al buio, e un’intera gamma di effetti di compositing e motion graphic 2 e 3D. Il video che vedete qui sopra è per il gruppo Tahiti Boy and the Palmtree Family e si intitola 1973. Su Vimeo invece potete vederne altri due, Radio dei Flairs e Dove Nets dei The Main Drag.
Anche la compagnia spagnola Dream and Fly ha lanciato le sue cabine confortevoli, pensate per la permanenza in aeroporto o in stazione, molto simili agli Sleep Box già visti poco tempo fa.
Si chiamano Bubbles le cabine spagnole, concepite come piccole stanze d’albergo disponibili in diverse dimensioni per rispondere a esigenze differenti: il Simple Bubble contiene soltanto una zona per riposare o dormire, il Single Bubble è pensato per una persona sola, mentre il Family Bubble è dedicato alle famiglie.
Le Bubbles sono composte da una piccola zona lavoro con accesso a internet, da almeno un letto per il riposo, dall’eventuale spazio per il cambio del neonato, da un essenziale bagno e da un sistema audio-video.
Chi vince la competizione fra gli Sleep Box e i Bubbles? Prima di rispondere, guardate il video dopo il salto.
Via | TheDesignBlog
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“Leaf House” è un cottage situato di fronte all’Oceano Pacifico, a Sidney, ma non si tratta di una costruzione qualunque, perchè l’impatto estetico che regala è fortemente scenografico.
La forma che ha ispirato gli architetti dello studio Undercurrent Architects è quella di una sinuosa pianta, dalle grandi foglie coprenti (che non a caso costituiscono il tetto) e dai rami fluenti e attorcigliati.
Il risultato è una costruzione che gode di una vista spettacolare verso l’esterno, ma che offre anche una scenografia particolarissima all’interno. Nel video anche qualche immagine relativa alla sua costruzione.
La Royal TNT Dutch Post, il primo istituto postale al mondo a fondare nel 1911 un dipartimento interno di design nel lontano 1911, ha appena rilasciato un nuovo francobollo per celebrare la 75esima settimana del libro in Olanda.
Il progetto, affidato a Richard Hutten, si distingue per un inedito il format: il francobollo, da 2,20€, è concepito come un piccolo libro di 3×4 cm, con tanto di pagine (8) da sfogliare e brano da leggere. All’interno, infatti, è pubblicato un racconto in 500 parole dello scrittore Joost Zwagerman.
Via | Reluct