
Guy Aroch oltre a starsene tra New York, Londra e Parigi, non deve disdegnare l’Italia se ha deciso di ambientare il suo set fotografico a Venezia, dove trovano gli spazi e la migliore luce possibile le sue foto e i suoi soggetti davvero incantevoli.
Immagini eteree ma estremamente vere, d’altri tempi eppure moderne, spontanee e invece curatissime: Guy Aroch compone l’immagine con una naturalezza da fare invidia al comune vedere, che difficilmente osserverebbe alla sua stessa maniera. Osservatore o manipolatore della realtà, Guy ce ne trasmette la soffusa armonia.
La capacità di usare colori e toni come meglio vuole ha reso Guy uno dei fotografi più importanti nel panorama dalla moda e del design, portandolo a collaborare ovviamente con le più note e famose riviste del settore: Marie Claire, Vogue, Glamour, GQ, The New York Times, giusto per citarne alcuni.

Lo styling vi appassiona? Guardate cosa la stylist Evelina Bratell è riuscita a fare mettendo mano al catalogo del tableware di Ikea. Il progetto, chiamato IKEA Kitchen Table Art, è il follow up della campagna del 2010 “Visual Recipes” e mira a mettere in risalto tutte le possibilità combinatorie di set di coltelli, tazze per la colazione, servizi di piatti e taglieri. Non certo la classica tavola apparecchiata, ma un gioco di forme che sembra proprio suggerirci (anche voi la pensate così?) che i prodotti della casa sono, dopo tutto, il vero asso nella manica nella produzione del colosso svedese.
Via | Fresh Home
Ikea Kitchen Table Art, styling a tavola con i prodotti del colosso svedese
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Il nome significa letteralmente “Sole Vento” e spiega - come spesso accade con i prodotti dell’azienda svedese - il funzionamento e la particolarità dell’oggetto in questione. “Solvinden” è la prima lampada Ikea ideata da David Wahl e alimentata con una combinazione di energia solare e eolica: mentre il pannello superiore incamera la luce del sole, la rotazione della lampada sfrutta la forza del vento.
Un sensore accende automaticamente “Solvinden” quando fa buio ed è sufficiente posizionarla in modo tale che riceva la massima esposizione al sole e al vento per circa 9-12 ore di luce solare (24 ore con il vento che soffia a 4 m/s). Quando la batteria è completamente carica, la lampada LED garantisce autonomia per circa 12 ore. Il prezzo? Appena 45 euro…
Mentre il nuovo Chrome spopola - finalmente - sui dispositivi Android, Google sta avvisando i suoi utenti con una serie di comunicati. Nell’era di YouTube sappiamo quanto un video possa risultare efficace, ecco qui un’animazione utile e divertente per svelare al mondo cosa cambierà con l’arrivo del browser di Mountain View in versione mobile.
Regia e realizzazione sono opera di Nando Costa per la BBH, che spiega: “le varie schermate sono state prodotte in un paio d’ore e una volta deciso lo stile abbiamo iniziato con l’animazione in digitale. Ogni fotogramma è stato successivamente stampato su un foglio di carta […]. In due giorni, abbiamo filmato in stop-motion la mano di un attore per creare la sequenza […]. Il tutto è stato prodotto in circa due settimane”. Qui trovate le immagini del making-of.
Questo hair salon è stato pensato per bambini al di sotto dei 10 anni; si trova a New York e la realizzazione è stata curata da Andrea Mason/Architect.
Ogni elemento è stato pensato per trasformare l’esperienza dei bambini nel salone in momenti ludici, divertenti e piacevoli. Così colori, forme animali e vegetali, e infine sedute molto particolari (come le macchinine per i maschietti) diventano i protagonisti di questo interior design.
Inoltre la “sala d’aspetto” è naturalmente concepita come un vero e proprio spazio per il gioco, con tanto di albero e con soluzioni di storage colorate per i giocattoli.

Fabio Novembre è una persona molto schietta: dice quello che pensa in maniera diretta, senza filtri, con un’energia incontenibile che è senz’altro indice di grande curiosità e di un sincero slancio emotivo. Un approccio che ritroviamo nei suoi prodotti più famosi: dalla seduta Nemo per Driade, alla sedia Him Her o al Robox per Casamania, ciò che conta è proprio la riconoscibilità iconica delle idee più che la loro reinterpretazione, concettuale come formale. Con freschezza e sempicità, dunque, un sedere resta un sedere, una maschera una maschera, un robot un robot, e probabilmente è proprio questa lettura immediata a garantire che questi prodotti “funzionino”.
Niente cambia nell’ultimo progetto per Venini, storica casa del vetro di Murano: in questi nuovi vasi della collezione Happy Pills, l’ispirazione arriva dalla più classica delle pillole, quella a due colori, qui reinterpretata con una vivace articolazione cromatica. Facile, riconoscibile, senz’altro ironico, questo vaso sarà anche una pillola della felicità per i nostri scenari domestici, come il nome ci vuole suggerire?
Via | At Casa
Una libreria modulare composta da 16 cubi che si incastrano come un puzzle, senza bisogno di viti? Non si tratta di una novità del catalogo Ikea, ma del progetto del giovane designer pisano Francesco di Candio che lancia il primo prodotto del suo marchio Factory Design Concept.
Approdato a un primo importante step di produzione artigianale su commissione, seDiCi è un sistema di scaffalature fondato su un modulo base cubico, in multistrato di betulla, da montare e rimontare a piacimento per arredare su misura i propri spazi creando librerie ma anche separé, comodini e perché no, sedute improvvisate.
La componibilità e la modularità di arredi e complementi sono caratteristiche ormai indispensabili nelle case moderne: adattare gli oggetti agli spazi e alle esigenze è un must per i designer e una necessità per gli utenti.
Dall’attenzione a questi aspetti del vivere moderno nascono oggetti come Tentacle, la libreria sospesa del designer spagnolo José Hurtado.
Realizzato in pino, questo complemento è in grado di cambiare forma con grande facilità, per adattarsi a situazioni e momenti differenti.
Il sistema di incastri che rende possibile le trasformazioni è semplicissimo, eppure geniale.
Via | Design-milk
United Nude, marchio olandese di calzature, non ha mai seguito le convenzioni. Anzi, ha sempre guardato ad un revisione, concreta e mai solo provocatoria, della struttura stessa di un paio di scarpe: la posizione di un tacco, il sostegno alla caviglia, la forma della tomaia.
Filosofia confermata dall’ultima scarpa presentata dal marchio. Progettata dalla couturier Iris van Herpen (tra le sue clienti Madonna e Lady Gaga), Fang è una “ankle boot” sospesa su “zanne”, da cui il nome, distribuite su tutta la suola e realizzata in fibra di vetro e carbonio, così da assicurare una stabilità non scontata alla camminata. Quanto alla distribuzione, probabile la scelta dell’edizione limitata.
Via | Design Milk
Fang, la scarpa si zanne di di Iris van Herpen per United Nude
Tradotto in italiano, il nome di questo esperimento suonerebbe come ‘tempesta di lettere’: “Buchstabengewitter” è infatti un progetto di tipografia generativa ideato e realizzato da Ingo Italic, già responsabile di “Letters Are My Friends“, il laboratorio gestito con il collega Bärbel Bold.
Ingo Italic spiega: “Ho sempre avuto una passione per la tipografia animata, di cui esistono un sacco di fantastici esempi. I moderni strumenti creativi di codifica, oggi ci permettono di animare i caratteri in modi sorprendenti. Ogni lettera di ‘Buchstabengewitter’ è generata con il linguaggio visuale di programmazione vvv e può essere trasformata in qualsiasi altro glifo. In questo modo, intere parole possono geometricamente fondersi l’una nell’altra”.
L’obiettivo di Ingo era ottenere un alfabeto generativo dinamico, più espressivo rispetto ai tradizionali caratteri animati. Un sistema che permettesse di modificare le lettere attraverso un morphing flessibile e facile. Due i font utilizzati inizialmente, per motivi di leggibilità: Helvetica e Arial. Il risultato - sorprendente - è nel video a inizio post.